Il Giorno del ricordo è stato istituito nel 2004 per commemorare le vittime delle foibe. I carnefici furono i soldati del Maresciallo Tito che vollero sollecitare l’esodo degli istriani, fiumani e dalmati dalle loro terre. Si trattò di esecuzioni sommarie da parte dei soldati nei confronti di inermi cittadini. Vengono ricordate le foibe, che sono insenature carsiche del terreno, perché ci si liberò dei cadaveri in modo sommario abbandonandoli in queste cavità del suolo. Una tragedia umana di rare proporzioni che faticò ad avere almeno la giusta menzione sui testi di storia e sulla memoria condivisa.

L’esodo giuliano dalmata riguardò almeno 250 mila esodati. Tanta crudeltà fu attribuita alla volontà di fare pulizia etnica nei confronti di militari e civili italiani che abitavano nelle zone interessate dal trattato. Appena conclusa la Seconda Guerra Mondiale partigiani jugoslavi insieme ai loro servizi segreti vollero mettere in pratica una vera e propria vendetta post-bellica.

Ai massacri delle foibe fece seguito l’esodo giuliano dalmata, cioè l’emigrazione della maggioranza dei cittadini di etnia e di lingua italiana dai territori del Regno d’Italia occupati dall’Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia di Tito e poi annessi alla Jugoslavia con i trattati di pace di Parigi nel 1947. A Guidonia nella piazza dedicata ai martiri dello sterminio Alessandro Messa della Lega ha voluto celebrare il Giorno del Ricordo che per tutta la metà del Novecento faticò per essere inserito nell’agenda delle commemorazioni storiche. Guidonia istituì nella piazza la stele dedicata già nel 1997. La prossima domenica, l’iniziativa in piazza a Villalba.