Guidonia perde uno dei suoi figli migliori. Chi scrive ha intervistato più di una volta l’imprenditore di Guidonia, un uomo di genio e soprattutto un uomo pieno di vita. A sessantacinque anni Giuseppe Turturo era una persona piena di idee e avrebbe potuto dare ancora moltissimo alla città. Il classico self made man. Con l’ingegno e l’intuizione sopperiva alla formazione tecnica di cui però non era sprovvisto. Turturo era uno che quando lo intervistavi restavi un’ora a parlare e ti portava dove voleva lui. Impossibile confinarlo in un recinto, in ogni ambito della vita. Assurdo imporgli una batteria di domande. Però era anche molto preciso e scrupoloso nel trattare con le persone. Nonostante la conoscenza di anni chiedeva precisamente oggetto dell’intervista e un’indicazione precisa delle domande che gli avrei rivolto. Al momento dell’intervista la rituale conversazione informale per sciogliere il ghiaccio durava tutto il tempo dell’intervista. Ed era impossibile riconvertirlo. Il gioco doveva guidarlo lui. E forse anche in questo suo finale c’è il senso della sua capacità di esser sempre leader. Innanzitutto con sé stesso.
Molto estroverso, ‘ animale-comunicativo-nato ‘, eppure era restìo ad apparire sui giornali. Non amava la ribalta. Una commistione di timidezza e impetuosa estroversione. La politica lo tentava, ma preferiva guardare lo spettacolo dal pubblico e prendersi la libertà di fischiare o applaudire.
Inutile ora capire le motivazioni di quel gesto. Possiamo consolarci pensando che nessuno avrebbe potuto immaginare Pino anziano e pieno di acciacchi. La sua giovialità immediata e la spontaneità nel dire la sua lo rendevano un eterno ragazzo, amante delle belle cose che la vita poteva offrirgli ma che lui sapeva prendere.
Di Guidonia mi aveva parlato con entusiasmo, ma anche con rabbia. Per lui non era solo la realtà dove aveva impiantato le sue attività commerciali dirette alla grande distribuzione al dettaglio. Guidonia era la nuova frontiera in cui si era fatto uomo e aveva fatto fortuna. Un luogo a cui aveva dato tanto e aveva ricevuto altrettanto. Ma non sopportava l’approssimazione nel suo sistema di funzionamento. E se la prendeva “con quelli del Comune”. “A oh! Però non scrivere niente!” Voleva una città perfettamente funzionale al cittadino. Era nei suoi sogni. La sua formazione era il pragmatismo. Bonario ma astuto, non si attagliava alle regole non scritte della politica, alle attese, alle camerille, agli accordi che si prendevano e si disfacevano. Pino era l’uomo che dopo una stretta di mano e averti guardato negli occhi voleva avere l’illusione di potersi fidare di te.
Eppure lo conobbi proprio nelle vesti di amministratore pubblico, in altri termini erano i tempi in cui vestivo i panni del politico. Non amava lo schieramento che rappresentavo. Mi disse senza mezzi termini: “Non capisco perché stai con loro. Non ti somigliano. Tu sei un buono!” Ed era la prima volta che ci conoscevamo.
Le sue massime le ho tramandate come perle di saggezza: “non c’è e non ci potrà mai essere una politica commerciale dei prezzi trasparente perché non servirebbe a nulla, la verità è che la gente non sa fare la spesa”. E ancora: “Scrivere sulla confezione scadenza, luogo di produzione … Tutte accortezze che ammazzano la fiducia di chi compra verso chi vende. Se prescindi dalla fiducia non c’è commercio. IL prodotto acquistato non va? IL commerciante lo cambia. La fiducia deve partire anche dal commerciante che deve conoscere le persone che vanno a fare la spesa da lui”. E bisogna ricordare che Turturo era l’imprenditore di grandi attività commerciali, non del piccolo negozio di vicinato. “La differenza tra piccola e grande attività non deve esserci. Il grande deve essere solo la somma di tanti piccoli. Non la moltiplicazione di uno”.
Una persona anche ruvida, ma capace di restituire in simpatia e umorismo certi incidenti di cordialità. Di certo, tutta la gente di Guidonia lo ricorderà con grande grande affetto. Anche le persone che qualche volta ha trattato male perché in quel modo hanno appreso qualcosa.
Gli sia lieve la terra.