La nuova imposta per i servizi dell’Ambiente porta vantaggi nelle tasche dei cittadini

La Tares impone all’ente locale di individuare i relativi costi complessivi del ciclo di raccolta e smaltimento e di ottenerne copertura 100% dalla contribuzione dell’utenza sia essa domestica o per le attività. L’assessore Adriano Mazza ha spiegato, nella sua relazione di Bilancio approvata in giunta il 15 giugno, come il Comune attraverso delle simulazioni sia riuscito a garantire la stessa spesa dell’ultima Tarsu a quelle famiglie con 100 mq di appartamento per tre abitanti, al di sotto di questi parametri i cittadini andranno a credito. Da dicembre scatterà inoltre la maggiorazione obbligatoria di 30 centesimi a metroquadro (la legge prevede 30 0 40 centesimi) da versare non al Comune ma allo Stato per finanziare, tra gli altri, servizi correlati come manutenzioni stradali, verde, pubblica illuminazione ecc. Altro elemento degno di nota, relativamente al Bilancio 2013, è la gestione di cassa “per la prima volta in attivo grazie alle azioni poste in essere di recupero del credito oggi possiamo considerarci molto solidi”.

TARES sta per “Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi”. Si tratta di un’imposta in tema di gestione dei rifiuti introdotta dal Decreto legge n.206 del 6 dicembre 2011.  Sostituisce la tariffa, come era con le vecchie TIA e TARSU: rispettivamente, tariffa igiene ambientale e tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Il concetto di tributo voluto dalla Tares è in vigore dal primo gennaio 2012. Consiste in un’imposta basata sulla superficie dell’immobile di riferimento, che ha come obiettivo la copertura economica per intero del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti del comune.