“Con poco si può fare moltissimo”. È il presupposto. “La solidarietà concreta senza intermediari”. La base concettuale di partenza. Su questi due capisaldi l’associazione Ardhi – nella lingua swahli significa terra, nel senso di appezzamento, di vera e proprio terreno reso sempre più arido dalla siccità – ha messo in piedi iniziative finalizzate a dare solido sostegno ai popoli che vivono in Africa. Quindi: “aiutare chi ne ha bisogno direttamente dove vive, dove è nato, dove ha la propria origine e famiglia”. A parlare è l’avvocato Francesco Petrocchi che con l’associazione Spirito Libero ha fondato un modo di essere nella politica originale.

Spirito Libero cresce nella discussione interna, in iniziative concrete, investendo lo specifico della politica con autonomia. Il loro riferimento attuale è nel partito di Fratelli d’Italia.

Voglio essere una destra che non lascia il campo al solidarismo pietista del mondo cattolico, tantomeno all’ideologia aperturista della sinistra dove si milita come fiancheggiatori delle Ong.

Con l’associazione Ardhi si vuole proprio partire dal sentimento della terra in cui si è nati e si ha il diritto di vivere, fare famiglia e costruire la propria esistenza. Superare quindi la logica asfittica dell’accogliere tutti per far vivere l’immigrato in condizioni di pauperismo tali e quali del mondo che ha lasciato in Africa.

L’iniziativa concreta che si sono dati per finanziare questa operazione di sostegno a distanza si chiama: “un libro a sorpresa” – Book for Food. Con pochi euro si acquista un libro che è stato regalato e il ricavato va in Africa per acquistare medicinali e tanti altri strumenti che consentono agli africani di vivere. Dopo l’acquisto del libro, il recapito del denaro al bisognoso, quindi arriverà un messaggio da Whats App dove si ringrazia il generoso donatore.

Si fa beneficienza, sì, ma in modo trasparente! Persone comuni, del popolo, che ricevono il grazie da una persona sfortunata perché nata in Africa ma ha ricevuto quel piccolo dono in danaro che gli consente di risolvere un problema. Ed è certo così che “con poco si può fare moltissimo”.

Non c’è pietismo, né retorica del sostegno. Solo la misura per ‘avere quel che si è dato’. Un nutrimento reciproco.