“È sbagliato pensare che la nostra Città abbia un centro e tante periferie da avvicinare – spiega Mauro Lombardo, candidato sindaco del Nuovo Polo Civico -. A Guidonia Montecelio ci sono almeno nove circoscrizioni e ognuna è il centro di se stessa e della propria popolazione residente. Le circoscrizioni dovrebbero essere ripristinate anche giuridicamente come era un tempo, ma questo è un obiettivo di medio periodo perché per farlo, come previsto dalle attuali norme, sarà necessario superare la soglia dei centomila residenti. Un traguardo fattibilissimo considerando che nel comune ci sono più di diecimila abitanti che formalmente risiedono altrove”.

L’ipse dixit è di un candidato papa. Si scherza! Mauro Lombardo, candidato sindaco per il Nuovo Polo Civico, riprende uno dei temi centrali della modalità di decentramento dell’amministrazione pubblica del Comune. Decentramento che è stato cancellato dalla retorica che ha adottato la mannaia per tagliare pezzi di organizzazione statale che appariva improduttiva (stessa sorte degli enti-provincia composti in modo elettivo).

Anche il candidato del centrosinistra Alberto Cuccuru aveva formulato una proposta molto simile dando la denominazione di “minisindaco” – a nostro avviso concettualmente erronea e assai discutibile sotto il profilo della correttezza dei rapporti di delega tra momenti diversi dell’amministrazione pubblica.

L’errore a nostro avviso risiede nel fatto che la mancanza di una figura-chiave in grado di saper gestire l’ordinario, ma anche lo straordinario, per la normale gestione e manutenzione del quartiere, non si può, non si deve supplire nominando dei consiglieri comunali fiduciari. Lo stesso è stato osservato e criticato al sindaco Giuseppe Proietti di Tivoli. Sarebbe una figura che finirebbe per essere solo una sorta di orecchio del sindaco nel quartiere col contestabile effetto si avere, il sindaco, sempre la stessa versione.

Il problema c’è ed è grave in una città come Guidonia che è per sua conformazione composta di diversi centri, ciascuno indifferente ai problemi dell’altro, ciascuno con delle sue specificità e anche con diverse valenze e problematiche territoriali.

Si risolve avendo ben chiare due latitudini del problema di governare una città come Guidonia. Da una parte la dimensione che si relazione al mondo e tiene rapporti stabili con le altre sedi di amministrazione dello Stato. Dall’altra l’esercizio della ricezione di ogni problema, ma anche la capacità di gestione per saper intervenire con tempismo. In giunta probabilmente queste figure dovrebbero essere distinte e congiuntamente operative.

Il ruolo del sindaco è quello anche di un grande coordinatore di questo sistema. Non deve solo dare la linea, ma interfacciarsi con ciascuna delle diverse specificità avendo facilità anche di dare dinamismo e intercambiabilità a ciascun ruolo. Così dicono le esperienze di chi ci è passato e con questi problemi ha convissuto.