L’ingresso nella rete autostradale poteva e ancora potrebbe costituire un volano per l’economia

Esattamente cinque anni fa, il 17 novembre 2011, si inaugurava il casello autostradale di Guidonia. Una vittoria dopo venti anni di faticose trattative con la Società Autostrade Spa, con la Regione Lazio, con gli altri Comuni, primo fra tutti Tivoli. Bisognava trovare un’uscita per la cosiddetta “canna di fucile”, così era chiamata la bretella di collegamento Fiano San Cesareo che non conosceva uscite intermedie in quel tratto lungo circa settanta chilometri. Tivoli l’avrebbe voluta a ridosso dell’area termale. Mentana spingeva perché fosse realizzato ai confini tra Guidonia e Mentana a servizio dell’area artigianale in località Capaldino. Ultimamente era spuntata anche l’opzione Monterotondo. E ben a ragione. In area che poteva ospitare l’estensione dell’area industriale e il nuovo ospedale dell’azienda sanitaria RmG. Tutte tesi buone ma Guidonia ne aveva molte di più. Guidonia è centrale nell’asse metropolitano a Nordest. Guidonia è centrale nella bretella. A Guidonia aveva appena aperto una struttura sanitaria dalle mille potenzialità, l’Italian Hospital Group. A Guidonia doveva realizzarsi il Parco Termale. A Guidonia doveva realizzarsi un’area industriale. .. E poi le immancabili polemiche. Un casello a servizio della discarica o peggio per la vocazione alla gestione dei rifiuti che è l’eredità difficile da scrollarsi di dosso per la Città dell’Aria. Guidonia però ce l’ha fatta. Anni di trattative, tendenze che pendevano più da una parte che dall’altra e poi  la decisione avvenuta nel 2003, sindaco Stefano Sassano. Realizzazione nel 2011, sindaco Eligio Rubeis. Va ricordato che quando arrivò l’assegnazione Eligio Rubeis era assessore ai lavori pubblici interessato quindi all’esecutività degli espropri. Ma la vittoria per Guidonia ha un sapore specifico che riguarda l’insieme del contesto nazionale. Per la prima volta nella mappa della rete autostradale è segnato il nome di Guidonia Montecelio. Il precedente casello ricadente a ridosso del Car, infatti, indica come uscita non il nome della città in cui c’è l’uscita ma Settecamini, ultimo quartiere di Roma sulla via Tiburtina prima che inizi il Comune di Guidonia. Si tratta quindi di un riconoscimento ufficiale. L’ingresso nella rete autostradale significa una legittimazione per la città che finisce di essere “figlia di un dio minore”. Poi ci sono gli atti. Poi c’è la politica e la capacità di intraprendere e di utilizzare le grandi opportunità. In tanti anni di attesa ci si aspettava una maggiore attività per creare situazioni per creare impresa o creare comunque condizioni per creare nuova ricchezza condivisa. Questo non è stato. Nell’attuale condizione è ben lontano dall’esserlo. Che riprendere la ripresa della città sia di affrontare nuovamente la questione del casello autostradale?