In fase di avvicinamento al lockdown è facile mettere divieti. Difficile dare linee di uscita dalla crisi. IL governo cittadino come il governo nazionale in imbarazzante ritardo si trovano, oggi, ad inseguire gli esiti di un’epidemia il cui ritorno doveva essere previsto con misure idonee e anticipatorie.

Ma ora davanti all’emergenza inutile recriminare. Bisogna attivarsi tutti. Questo significa farlo in senso positivo oltre che negativo, come imporre divieti.

Ed è per questo che il Polo Civico chiede di “azzerare la quota variabile della Tari e cancellata la Tosap”.

Questo con banale deduzione ragionieristica significherebbe una riduzione sensibile negli introiti del Comune. Sempre il Polo Civico, attraverso la sua portavoce Katia Mannozzi (in foto) –  dice come fare. Quantomeno indica quel che non doveva essere fatto e sul quale si può ancora tornare indietro. Innanzitutto la “manutenzioni dei parchi”. “Ora è affidata a pagamento alla Tekneko o a ditte con contratti d’appalto, ma che poteva essere svolta dai gestori se l’amministrazione avesse affidato i parchi”. Altra proposta consiste nel “ribasso d’asta per la gara di assegnazione del servizio di spazzamento e raccolta dei rifiuti avvenuta la scorsa estate e andata fallita. E poi sui condoni. Sono stati bloccati. Eppure gli oneri sarebbero stati vitali in questi momenti.

Sono esempi in cui la pessima risposta di tipo repressivo mossa dall’emergenza coronavirus conferma il convincimento che Guidonia sia mal governata – la posizione del Polo Civico che attraverso la sua portavoce insiste – “Di introiti, però, un Comune ricco come Guidonia Montecelio, pur se mal governato in questi ultimi anni, ne ha. Pensiamo all’Imu pagata dalle cave bloccata da un contenzioso tanto lungo quanto inutile”.