Nel silenzio dei soggetti interessati si approda alla definizione della grande variante promossa a ranghi stretti da fa la Regione e poi dal Consiglio comunale, prima che arrivi la nuova amministrazione … Perché tanta fretta?

Duecentodieci ettari modificati. Sono quelli che ha chiesto e ottenuto il Car al Comune di Guidonia. Si tratta di una variante che cambierà una parte consistente della campagna di Guidonia ai confini con Roma. Una modificazione morfologica a di proporzioni di valore nazionale. Definito il percorso che da Regione a Comune porta alla definizione della variante ma nessuno sa parlarne con precisione. Impressionante anche l’assenza di informazioni utili da parte del portale del Centro agroalimentare romano.

Tutti hanno cara la crescita economica, anche quando comporta nuove cubature e varianti che passano dall’agricolo all’industriale. Quindi non si capisce la mancanza di forte esposizione pubblica del progetto. A ciò non aiuta la stagione degli amministratori pubblici eletti in Consiglio comunale e selezionati dal sindaco per la sua giunta.

Sul piano delle realizzazioni effettive si tratta sicuramente del governo della città meno produttivo ed avaro di realizzazioni progettate oppure effettuate. E invece passerà alla storia della città per l’intervento più importante e per di più realizzato interamente in un solo corso amministrativo. Presentato un anno fa l’iter per far approvare una variante al piano regolatore, che di solito è lunga, tortuosa, pieno di malpancismi, è arrivata a destinazione in un anno appena.

Il sospetto di una vasta operazione di imbonimento arriva quando si prospettano millecinquecento nuovi posti di lavoro.

Tutto avviene grazie allargamento del Car. Con 72 ettari in più che vengono presi dall’ Asl Rm5. Lo strumento, come al solito, è il comodato d’uso. Lì verra realizzato un canile. Altri 24 ettari per realizzare l’impianto di trattamento della frazione umida dei rifiuti. Un’impresa colossale pubblico-privata nella quale il Comune non si ritaglia nemmeno una piccola fetta di azioni per stare nel consiglio di amministrazione e provare a dire la propria.