Il 5 marzo 2022 ricordiamo il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini. Il poeta, narratore e regista cinematografico più controverso della nostra Storia ha il singolare merito di aver menzionato Guidonia rendendola emblema esistenziale del luogo dell’origine. Quella dimensione a cui non si confà la riduzione in altro ambito della grande città, quale era ed è Roma. Un monito ad un’emancipazione impossibile, se finalizzata al trasferimento in altro luogo che sarà emblema di nuovi contrasti.

Questa testimonianza è il condensato del film Mamma Roma, dove una prostituta, personificata da Anna Magnani, cerca il riscatto sociale, superando la sua condizione e trasferendosi a Roma col figlio (Ettore) dove iniziare una nuova vita. Ma nel caso di queste persone – la cui esistenza reale non ha mai seguito le convenzioni – pare che il destino non consenta quel sognato riscatto sociale. Nel nuovo quartiere romano troveranno altri problemi e una sorta di accanimento che pare accanirsi sui figli nati in una condizione diseguale dagli standard metropolitani.

Ettore arrestato per un furto insignificante, finirà legato a un tavolo di contenzione. Lì pregherà per ritrovare la sua libertà perduta. Nella posizione di un Cristo reso vittima dai meccanismi repressivi costruiti dalla nuova società si troverà a vagheggiare tra la disperazione e il delirio: “Riportateme a Guidonia! ‘N do stavo prima quanno ero piccoletto … Sciojeteme! Nun ci ‘à faccio più!”

Il 2022 vuole anche che questo anno sia il sessantesimo dalla produzione del film.

Ricordare la figura di Pasolini è importante per Guidonia perché al poeta friulano la città è singolarmente legata. Oltre ai film che prendevano ispirazioni da quelle borgate romane di cui Guidonia era la loro versione più lontana dalla città, da Setteville di Guidonia arrivava anche Pino Pelosi ancora oggi ritenuto l’unico responsabile della morte di Pasolini avvenuta in un agguato all’Idroscalo di Ostia nella notte tra il primo e il 2 novembre 1975.