Nei quartieri la raccolta di firme per arrivare all’appuntamento delle primarie il 2 aprile

È tempo di primarie. Il 2 aprile il partito democratico a Guidonia celebra le consultazioni col suo elettorato nelle quali dovrà uscire il candidato sindaco. Ma ancora prima, sempre il partito democratico, è presente nei quartieri della città per raccogliere le iscrizioni alle primarie da parte dei cittadini che vorranno votare il 2 aprile. Queste iscrizioni sono un fatto sostanziale perché offrono la consistenza effettiva dei simpatizzanti del Pd. Senza iscrizione preventiva non si può votare. L’iscrizione quindi è un fatto sostanziale perché consente di escludere richiedenti al voto per svariate ragioni: persone riconosciute come non elettrici del partito, aventi conseguito condanne penali che li escludono dal voto amministrativo vero e proprio … L’iscrizione è gratuita. I banchetti dove firmare e dare le proprie generalità sono riportate nel manifesto che consiste la raffigurazione di questo articolo.

Tutto questo è il piano lineare di vita di partito. Ma c’è un altro piano, costituito dalla sua dialettica, in cui le cose non sono così lineari. I candidati che hanno espresso volontà di concorrere alla selezione sono Simone Guglielmo ed Emanuele Di Silvio.

Attorno a loro la fuga di quelli che un tempo erano i big. Che fine ha fatto De Vincenzi? Annarosa Cavallo? Rita Salomone? … Una visione ottimistica potrebbe interpretare col fatto che il partito voglia lasciare ai quarantenni le redini per il governo della cosa pubblica di Guidonia. Ma è una visione ottimistica. Appunto. Un mese fa il partito ha corteggiato Marco Rettighieri, ex direttore generale di Atac, per dargli la candidatura di Guidonia. Avance che cortesemente l’interessato ha restituito al mittente. Ora il Pd deve trovare la quadra per il governo della città di novantamila abitanti che potrebbe stare ad un passo dal conquistare, ma non avere sufficientemente corsa per farlo.

Ora il Pd si trova a fare i conti con sé stesso cercando innanzitutto di non fare errori. La designazione del candidato sindaco da parte della segreteria di federazione potrebbe essere quell’errore che è riuscito ad essere evitato per il gran rifiuto di Rettighieri. E allora? Primarie. No! Non è così semplice. Con le primarie si evidenzia immediatamente chi nel partito ha più voti. Non sia mai! Che vogliamo far vincere i signori delle tessere e i capi bastone? Con la logica per cui in democrazia non sempre è meritevole semplicemente chi ha più voti, si deve passare innanzitutto a un criterio selettivo. Verificare l’elettorato. E allora si deve anticipare questa consultazione con l’iscrizione degli aventi diritto. Tutto questo in attesa che dal mazzo esca fuori l’asso. Al di là degli alfieri in corsa, Guglielmo e Di Silvio, far uscire una candidatura di peso.  Un candidato forte che sbaragli ogni indecisione e faccia trovare unità.

Ma la paura di farsi male da parte dei big che titubano e trovano estremo lo sport di fare il sindaco di un comune di novantamila abitanti, potrebbe far gioco proprio dei due candidati attuali che non hanno alcun rivale. Né ora. Né dopo, in piena bagarre elettorale.

Su Guglielmo puntano Domenico De Vincenzi e Marco Vincenzi. Su Emanuele Di Silvio un attivismo che lo ha portato ad aprire due sedi Pd a Guidonia e a darne grande enfasi su face book. Attorno a loro un vuoto che però è colmo di presenze di peso che però restano nel silenzio. Sono il deputato Andrea Ferro, i consiglieri uscenti, i pezzi forti tradizionali di questo partito. Tutti in attesa che il fatto eclatante decida per tutti: una candidatura fortissima che primarie o non primarie porti il Pd a vincere. Giacché in stile Juve solo quello vincere. Come e verso quale direzione è un dettaglio per i perditempo.