La rapina va male, scappa senza bottino con un complice, ma viene riconosciuto e arrestato dai carabinieri

Lo scenario del tentato furto è la Banca delle Marche di Villalba. Un uomo cerca di entrare. Il volto ha una sorta di maschera. Si aiuta con un taglierino per costringere un impiegato ad aprire la cassaforte per svuotarne il contenuto. Ma il colpo non deve apparirgli tra le più agevoli da portare a termine. Si aziona il timer. L’apertura è rallentata. Il tempo utile di cui c’è bisogno per svuotare la cassaforte sente non bastargli per portare a termine il progetto di rapina. Preferisce scappare. Un complice in auto lo fa salire in auto sulla Tiburtina. Sembra tutto finito ma non è così. I testimoni che danno indicazioni utili e gli impianti di tele-sorveglianza danno agli uomini de L’Arma un identikit preciso. I carabinieri intercettano i due e li fermano. Sono due quarantenni. In primo tempo negano ogni responsabilità ma dopo confessano.