Gli eletti nell’assemblea amministrativa suonano ciascuno come solista in eterna prova di concerto, in attesa che arrivi il maestro a dirigere

L’attesa che la magistratura faccia il suo corso è la mediazione più praticata da chi fa politica oggi. Guidonia non fa eccezione. Ma è anche vero che il governo della città continua a lavorare alacremente. I sostenitori del partito delle elezioni anticipate sono molti, in Consiglio comunale. Ma non sostengono il loro convincimento apparente in modo altrettanto forte. E questo d’altra parte è anche comprensibile.

Chi lavora per portare risultati alla città deve farlo con un programma di governo per la città. Ciò affinché questa difesa non appaia un arrocco. Questo per dimostrare che si governa l’amministrazione pubblica perché va fatto ed è giusto farlo, solo perché mossi dalla spinta del fare. Non per inerzia. Abbiamo più volte detto, che la fase storica attraversata da Guidonia è in un momento nevralgico. Episodi che la fanno salire alle cronache non fanno che rallentare il suo processo di crescita e la capacità di essere guida per l’asse metropolitano. Certo! E’ anche vero che questi stessi episodi ne raffigurano, comunque, una sua verità.

Ma al di là dei fatti a tutti noti, Guidonia è una città leader. Recente il primato assegnatole per la quantità di rifiuti che riesce a differenziare. Eppure l’anno di partenza fu solo il 2010, quando gli altri Comuni della provincia romana già differenziavano da tempo. E la prima fu una falsa partenza che confermava gli scetticismi di organizzare la raccolta differenziata in un comune così vasto e decentrato. Eppure Guidonia ce l’ha fatta.

Guidonia è obiettivamente una città più vivibile di quella di venti anni fa. Esistono oggi centri culturali, sono aperti, visitabili. Il Teatro Imperiale e il museo a Montecelio rappresentano perfettamente questa realtà. Le strade di Guidonia sono obiettivamente più pulite che in altri comuni vicini.

La città di Guidonia deve dotarsi ora di infrastrutture in grado di relegare definitivamente a ricordo il degrado di un tempo. Innanzitutto, deve sostenere un ruolo vigile nella realizzazione del raddoppio della linea ferroviaria che la collega a Roma con frequenza dei treni in grado di incoraggiare l’utilizzo di questa modalità di trasporto. Difendere i beni di cui dota: scuole e palestre pubbliche realizzate. Definire la lavorazione del palazzetto dello sport…

Fare tutto questo significa avere un’amministrazione in piedi.

Ora, davanti alla tempesta che costringe al riparo casalingo il sindaco eletto dai cittadini, il governo della città è aggredito innanzitutto da forze divergenti al suo interno.

C’è innanzitutto la componente Lombardo-Marini che vorrebbe si andasse al voto al più presto. Nel frattempo il centrodestra dovrebbe essere un soggetto politico che oltre a ricostruirsi completamente dovrebbe trovare anche un leader e – ma forse dovremmo dire “ma anche” – trovare il candidato sindaco spendibile.

Dello stesso avviso Marco Bertucci. Ma l’ex presidente del consiglio comunale si è dimesso per motivi – dichiara – del tutto personali. (E c’è da credergli perché se avesse voluto esercitare una pressione per lo scioglimento del Consiglio comunale avrebbe dovuto svolgerla all’interno, non dimettendosi come ha fatto). Non potrà più esercitare l’opzione dello scioglimento in maggioranza consiliare.

Totale assertore della continuità è invece Andrea Di Palma, attualmente vice sindaco. Ciò in virtù del fatto che ha condiviso col suo lavoro i successi di questo corso amministrativo, gettarlo alle ortiche sarebbe dissipare tanto lavoro fatto.

In mezzo un coro di solisti. In testa a tutti l’avvocato Michele Venturiello, capogruppo di Forza Italia, che con fatica svolge il ruolo di eminenza grigia nel manipolo del personale politico impaurito dalle circostanze.

Ma il  portavoce di Forza Italia è Andrea Mazza e non deve esser facile diventare punto focale del partito e della maggioranza nel Comune di Guidonia: sedare gli entusiasmi pragmatisti e stimolare gli sfiduciati.

C’è Stefano Sassano che da eterno bastian contrario potrebbe, ora, essere stimolato dall’idea di far parte de “i cavalieri che fecero l’impresa”.

C’è il giovane Alessandro Messa che, gettandosi a capofitto nel lavoro dell’assessorato assegnato a Morena Boleo, può dire di aver portato a casa i risultati più evidenti nel settore Ambiente.

Dall’altra parte dell’emiciclo in Consiglio comunale c’è il Pd che chiede di andare tutti a casa al più presto. Ma con molti dubbi. Laddove dovessero trovarsi in una condizione di ballottaggio col Movimento Cinque Stelle si sarebbero annodati da soli il cappio al collo. E poi c’è l’impossibilità di scegliere in modo condiviso il candidato sindaco: la demagogia delle primarie non regge più.

Non diversa la condizione per il Movimento Cinque Stelle. Non avendo un Beppe Grillo in città dovrebbe raccogliere i consensi di opinione e quello, si sa, nel contesto di una città disaggregata, con tanti problemi immediati e contingenti, qual è Guidonia, potrebbe non essere sufficiente.

La conseguenza di tutto questo rischia di essere la stasi. O peggio. IL tentativo di importare polemiche di realtà comunali vicine che non appartengono alla città di Guidonia. Come dire, litigare sui problemi degli altri per non parlare dei propri.

Anche la questione del trattamento meccanico biologico dei rifiuti ha smesso di rappresentare un impasse essendo stata bloccata la sua effettiva realizzazione. Non riesce a fare polemica tra sinistra e destra neanche il campo rom davanti alla Pista d’Oro se il Pd vuole incassare i meriti del suo prossimo sgombero, ma per motivi di viabilità, non di razzismo, igiene, incompatibilità con l’ambiente. No! Non sia mai. IL politically correct prima di tutto.

In sostanza, come si diceva sopra, la condizione di separati in casa costringe a mediazioni politiche. L’importante è che il domicilio coatto sia diretto a obiettivi chiari ed evidenti.