I capigruppo scelgono di deliberare sull’urbanistica

Amministrazione attiva fin sotto le feste. Lunedì 23 dicembre si intende convocare il Consiglio comunale per portare alcuni punti di Urbanistica non discussi nella precedente convocazione del lunedì precedente. Le “norme sulle case sparse“, il piano integrato di La Botte che intende avviare la ricucitura per lotti, l’F6 di via Roma (di fronte a Villa Cornetto) da destinare a servizi nella finalità della riqualificazione, il Regolamento per l’alienazione di suoli e sottosuoli presentato come atto di indirizzo: questi i punti in discussione.
Lo ha deciso la riunione dei capigruppo che si è tenuta giovedì 19 dicembre. Una spinta propulsiva per cui il sindaco ha chiesto agli esponenti di partito rappresentati in Consiglio di fare uno sforzo per dare un corso di fine amministazione in sintonia con il restyling urbano che Guidonia aspetta da tempo. Si tratta di elementi di discussione che comunque troveranno in Consiglio comunale un momento di avvio, anche se non è scontata l’approvazione in quella stessa sede. Il fatto che gli atti siano depositati e sia avviato il loro iter di approvazione costituisce comunque l’inizio dell’iter amministrativo, anche per quando i lavori dovranno riprendere dopo le festività.
Non si sa bene, infatti, se la formale indizione dell’assemblea deliberativa avverrà in due convocazioni oppure in una. Appare improbabile, date le perplessità generalizzate, l’approvazione sul Regolamento per l’alienazione di suoli e sottosuoli.
Ma altri punti salienti, come quello di La Botte, dovrebbero interessare tutto il quadro politico, al di là delle posizione dei singoli in ciascun gruppo, anche all’opposizione. (Si sa che l’urbanistica ha Guidonia è considerata una questione etica al pari della fecondazione in vitro).
La decisione presa in sede di incontro dei capigruppo non dà però alcuna garanzia sull’effettiva effettuazione del Consiglio. Tutti sanno, infatti, che la convocazione vera e propria spetta al Presidente del Consiglio, Stefano Sassano. E non è detto che sia proprio Sassano a porre delle obbiezioni in grado di far slittare la riunione in sede deliberante. Ma se si verificasse questo caso, il presidente del Consiglio dovrebbe giustificare tutto questo ai capigruppo. E questa nuova polemica non farebbe bene a un fine corso amministrativo. (A meno che, non sia proprio questo l’obiettivo che si intende perseguire).