Succede a Guidonia. Secondo la descrizione di una dinamica pubblicata da Dentro un consigliere comunale ex Cinque Stelle che aveva aderito a Fratelli d’Italia ha cambiato la sua conversione a destra tenendo ferma l’inversione ma cambiando direzione. Invece di andare a destra è andato a sinistra con Liberi e Uguali.

Il fatto è eclatante e – se confermato – offre un esempio sulla liquidità degli schieramenti. E se lo spostamento da destra a sinistra avviene per un soggetto singolo perché non potrebbe avvenire per un gruppo di persone? Se una persona può virare nel giro di pochi giorni da destra a sinistra non segna solo la volubilità piuttosto che il ripensamento di una persona, ma anche la volatilità delle linee distintive degli schieramenti.

Altro aspetto che conferma l’imprecisata direzionalità di origine dello schierarsi nel movimento Cinque Stelle. Impossibile dire ancora oggi se trattasi di un movimento che guarda più a destra o più a sinistra. A livello nazionale le esperienze sono state fatte in entrambi gli ambiti. A livello cittadino un singolo rappresentante può legittimamente fare quel che vuole senza timore di ripercussioni polemiche.

Ma il dato che non emerge invece consiste nella chiarezza degli obiettivi di governo. Cosa si vuole per la città, dove si intenda andare, a quale progetto ci si intenda affidare. E il dibattito è sempre più affidato alla collocazione e sempre meno sul fare.