Ma chi sono gli altri contendenti? Rita Salomone, Simone Guglielmo? Leonetti? Ne parla il leader Pd si Guidonia su Dentro-La voce del Nordest romano http://www.lavocedelnordestromano.it/articoli-della-settimana/2013/07/12/guidonia-de-vincenzi-saro-il-sindaco-del-lavoro/

Un De Vincenzi cauto. Attento. Ecumenico, possibilista. Il classico per un avvio di una campagna elettorale che il leader del Centrosinistra di Guidonia si avvia a intraprendere con grande anticipo lanciando il guanto di sfida ai suoi contendenti di partito, come fosse la vera competizione per poi lanciarsi in singolar tenzone verso l’avversario storico del Centrodestra: quasi sicuramente il sindaco uscente Eligio Rubeis. Ma a proposito di avversari storici da superare Domenico De Vincenzi dovrà vedersela con un contendente che sicuramente non ci sta al prepensionamento: Sabatino Leonetti. Uscito dall’esperienza di consigliere provinciale, ma nel partito di Antonio Di Pietro (IdV), deve innanzitutto riconquistare un’agibilità politica in seno al Pd. Proprio lui che il pedigrée ce l’ha perfetto (Pci-Pds-Ds-Pd) senza intermezzi giudiziari, deve riconquistarsi lo spazio della candidatura. Di qui si apriranno le danze e, come suol dire, “chi avrà più filo da tessere farà tessere”.
Nell’intervista a Gea Petrini su La Voce del Nordest De Vincenzi astutamente dà ragione sia ad Epifani che a Bettini. Ma anche a Renzi! DE Vincenzi dice che a congresso dovranno essere sciolte le correnti per dare protagonismo ai cittadini. Tutto questo potrebbe avvalergli la simpatia di militanti del Pd schierati con questo o con quello, ma difficilmente gli servirà ad affrontare personalmente il congresso dove ciascuno dovrà contare per il proprio peso specifico. E questo è dato dalle tessere, dai voti, dai consensi. L’ecumenismo a congresso serve per le conclusioni di facciata. Prima c’è il passaggio ai lunghi coltelli. E lì per il personale dirigente del Pd, la prima scommessa sarà sopravvivere.
Nel giornale sponsorizzato dalla Società del Travertino Romano Domenico De Vincenzi vede, sostanzialmente, un accordo con Pagano e Alleanza democratica solo dopo il primo turno. Prima di tutto viene sempre il partito. Questo De Vincenzi lo ha imparato. Bisogna vedere quale credibilità darà questa logica ai suoi possibili alleati nello scontro finale contro Eligio Rubeis.