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Il candidato sindaco ex-Pci gioca su un'immagine disinvolta ed ha dalla sua la falange delle "vincenzine"

comunicato.stampa Tutti al mercato con la candidata al parlamento europeo Simona Bonafé

La campagna elettorale, da che mondo è mondo, si è sempre fatta in mezzo alla gente. Il candidato sindaco Domenico De Vincenzi in una comunicazione ufficale fa sapere che lunedì 5 maggio insieme alle “vincenzine” ha accompagnato la candidata del Pd al Parlamento europeo Simona Bonafé al mercato rionale di via Barbieri. Ritiene il bagno di popolo un grado di avanzamento democratico dicendo che “abbiamo il dovere di impegnarci per accorciare la distanza che si è creata, negli ultimi anni, tra amministratori pubblici e cittadini”. Inutile osservare che la dimostrazione di rispondere alle richieste del proprio popolo la si dà con le decisioni effettivamente prese. Non è sufficiente una passeggiata al mercato con Bonafé . Stare tra la gente non dà al democratico la patente democratica. La democrazia per un uomo politico che pone questo valore come riferimento sostanziale dovrebbe essere un fine, non solo un mezzo. La democrazia non solo come tecnica o come modalità, bensì come contenuto politico da applicare sempre più strenuamente. Quindi uno strumento da estendere garantendo necessari rapporti dialettici tra le parti del movimento politico. La possibilità continua, nel soggetto partito, di scambio e crescita vicendevole.
E allora difficile supporre un grado di avanzamento dialettico-democratico tra Domenico De Vincenzi candidato sindaco e le “vincenzine”.

E non si dica che l’aspetto ironico, leggero, umoristico va preservato anche in campagna elettorale. Ci sono migliaia di modi per essere divertenti, ma da colui che fu un esponente del Pci ci si aspettava qualcosa di diverso. Si spera in una provocazione, ordita però non si capisce bene a chi e per cosa. Non ai democratici veri che non avranno guardato con favore al gioco delle suffragette. Non alla parte politica opposta che invece ha culturalmente superato queste metodologie di pubblicità preferendo dare risalto alla festa della Liberazione e al Primo Maggio. Non al cronista, interessato agli esiti di questa competizione solo dal punto di vista sportivo. Probabilmente tutto questo sarà sfuggito al controllo del candidato Domenico de Vincenzi. Questo spera un liberale che vede nella forza dell’altro un modo per crescere dialetticamente lui stesso. E invece su questo livello difficile potrà esserci una crescita. E Bonafé? Cosa ha detto Simona Bonafé? Una “vincenzina” anche lei?