Ora che si aprono nuovi giochi politici iniziano le vere trattative per il futuro di Guidonia

La Lega rilancia sulla nuova missione. Un nuovo soggetto politico! Con Forza Italia e il moltiplicarsi dei cespugli che si differenziano in centro costruire una nuova entità in grado di creare un nuovo asse di alleanze o meglio essere il partito-governo. Fratelli d’Italia ne sono fuori perché rispediscono al mittente la proposta. Quello che i sondaggi indicano come il primo partito italiano come numero dei voti non vuole perdersi con alcuno. In questo modo però rischia di trovarsi in una zona di nessuno. Saranno comunque tanti, ma con scarsissimo potere decisionale se va in porto l’operazione Partito Repubblicano – Con concessione al copyright di quel che fu il partito di La Malfa, oggi dovrebbe essere il partito di Trump in Italia – o qualsiasi denominazione scelga.

Operazione simile potrebbe interessare anche al Pd. Il riformularsi al centro con nuovi interlocutori, maggiormente credibili dell’instabile Movimento Cinque Stelle, consiste nell’altra operazione che i partigiani di Enrico Letta debbono proporre per non vedersi sostanzialmente soli alle prossime elezioni. Quindi selezionare la parte credibile del Movimento, quella che porta Di Maio per intenderci, e poi riconnettersi coi pezzi negli anni andati dispersi: Renzi e Calenda. Ma riassorbire anche l’emorragia a sinistra. Cenni dalemiani già si sono visti.

IL quadro nazionale si ripropone anche a Guidonia modificando le proporzioni e prendendo in carico il fatto che il grande centro già esiste. È il Nuovo Polo Civico. Ma non si tratta di un’opzione politica. Solo il laboratorio che vuole sospendere dalle polemiche nazionali per lavorare su qualcosa di profondamente cittadino. E non del tutto a torto. Le grandi occasioni e scommesse che attendono la città non sono né di sinistra né di destra: 1) il Car, 2) la Ryder Cup, 3) il rapporto con le imprese del travertino e il riparo all’improvvida decisione di uscire dal Centro di Valorizzazione del Travertino, 4) il rilancio del potenziale inespresso nelle sue zone industriali.

Una soluzione di questo tipo risolverebbe diversi problemi. Alla Lega la possibilità di collaborare con dei soggetti politici che pensano alla città con cultura di governo e di dirimere la competizione silente con Fratelli d’Italia. A Forza Italia di dare un senso all’attrattiva di molti azzurri verso il Nuovo Polo Civico. Ma anche al Pd, di cercarsi interlocutori più affidabili lasciando al loro destino i resti del Movimento Cinque Stelle oppure facendo una selezione tra questi. Solo che non possono salpare tutti sulla stessa barca.

Il problema è chi fa prima a fare questa alleanza. Chi chiuderà prima Lega e Forza Italia oppure il Pd? La differenza sta tutta nella chiarezza di obiettivi dei protagonisti ma anche nelle idiosincrasie create in questi anni di amministrazione movimentista.