Anna Checci e Lorena Roscetti danno la lezione di Etica a quel che rimane del Movimento Cinquestelle a Guidonia

“Reazioni scomposte”, mancanza di “razionalità”. Sono appunti che pesano assai più di pesanti accuse di malversazione. Le fanno le due consigliere del neonato gruppo Attiva al sindaco e alla sua maggioranza. “Pensiamo che il Movimento 5 Stelle stia perdendo la visione che aveva caratterizzato la sua nascita ed il suo sviluppo”. E’ la premessa delle due Consigliere. Non si capisce però se la perdita del senso delle origini sia diretta solo al movimento di Guidonia o anche alla scena nazionale. Escono così dal movimento per dichiararsi più movimentisti del movimento, più integralisti di quelli che si fregiano di esser parte dei Cinquestelle, ma che ne hanno perso i principi ispiratori. Ed era prevedibile. Tipicamente nei movimenti integralisti c’è chi accusa una perdita di quell’integrità originaria e se ne va. (Nella Storia del secondo dopoguerra è successo sia nei partiti e partitini ispirati al marxismo sia nei vari movimenti di destra revanscista).

E siamo infatti all’imperativo morale: “esprimere il nostro dissenso ed infine di uscire dal movimento per restare, a nostro modo di vedere, autenticamente fedeli ai principi ispiratori. Con la costituzione del nuovo gruppo consiliare “AttivaGuidoniaMontecelio” abbiamo espresso il nostro supporto al sindaco Barbet con l’obiettivo di portare avanti alcuni punti a favore del territorio e per il territorio”. 

Dopo il sostegno a distanza inizia però la critica: “il sindaco Barbet, pur avendo i numeri in consiglio comunale e senza aver condiviso nulla con Attiva, ha scelto in autonomia di rivolgersi a tutte le forze politiche responsabili. Abbiamo appreso dalla stampa dei diversi tentativi di costruire un’alleanza alternativa a quella che aveva vinto le elezioni nel 2017 andando addirittura a chiedere aiuto al PD. Quando ha capito che l’accordo con il PD stava traballando, siamo state cercate per avviare un dialogo costruttivo”. Questo aggiunge un elemento di conoscenza in più e svela i veri motivi per cui la trattativa col PD è andata in fumo.

“Attiva, a differenza della trattativa tra M5S e PD che si è tenuta in sedi regionali, ha scelto un percorso trasparente  inviando un documento al Sindaco e al Capogruppo descrivendo dettagliatamente alcune proposte da portare avanti per i prossimi due anni”.

Ma qui iniziano i veri problemi. “Il sindaco e il capogruppo hanno risposto per iscritto al nostro documento sottolineando che le proposte erano irricevibili”.

E forniscono dettagli da cronaca: “Lunedì scorso, quando il PD pubblica ufficialmente che l’accordo con il M5S non è andato a buon fine, riceviamo un messaggio dal Capogruppo del 5stelle Matteo Castorino per sondare se Attiva fosse ancora disponibile ad incontrarli”.

Entra in scena il convitato di pietra tipico dei dibattiti politici: La Responsabilità. “Il nostro senso di responsabilità nei confronti della Città ci ha spinto a continuare il dialogo. Abbiamo espresso al Sindaco le nostre ragioni e confermata l’eventuale  disponibilità a sostegno dell’Amministrazione purché si cambiasse  passo e si utilizzassero questi ultimi due anni per lasciare un segno visibile. Non a caso non abbiamo firmato la mozione di sfiducia presentata e non a caso abbiamo richiesto il ritiro delle deleghe all’Esecutivo.

Nelle conclusioni di ATTIVA tutto il tema dell’impasse di questa amministrazione che è ben lontana dall’aver risolto i problemi ed ha liquidato il PD che poteva risolverglieli. “Abbiamo fatto notare che non è il tempo dei personalismi, né tanto meno dei capricci. Evidentemente all’interno del gruppo consiliare del M5S non vi è una linea comune. AttivaGuidonia ha dimostrato di essere responsabile, abbiamo fatto delle richieste legittime e di buon senso per continuare il percorso della legalità. Infine prendiamo atto che  il dialogo preannunciato dal Sindaco non si è concretizzato e che pertanto la posizione politica di Attiva non può assolutamente cambiare”. Ipse dixit.