Arrivano i rinforzi. Alfonso Masini dalla sua ha Claudio Zarro che si era candidato sindaco con una coalizione di liste civiche. Mauro Lombardo acquisisce il sostegno di Marco Vincenzi da Tivoli, in arte consigliere regionale PD che non vota a Guidonia ma in campagna elettorale si è mosso come art director della campagna elettorale di Cuccurru.

Claudio Zarro al primo turno è andato vicino al dieci per cento. Marco Vincenzi non è riuscito a portare al ballottaggio i suoi, tanto che ora il centrosinistra appare sempre più nervoso. Di una città come Guidonia non può perdere il controllo visto che il prossimo anno ci saranno le elezioni regionali, ma anche quelle per il rinnovo delle Camere. E pare che proprio Vincenzi voglia candidarsi lì. Il resto della giostra Pd – Daniele Leodori candidato alla presidenza Pd con Astorre a tracciare alleanze e collocazioni –  si muove come il segugio che fiuta alacremente il potere.

Guidonia è una casella in questo scacchiere per il partito di governo per eccellenza. Solo che questa casella non può saltare del tutto, vista la grande quantità di elettorato che rappresenta. Ma d’altra parte, sempre Guidonia, è scomoda. Insistono nel suo sedime presenze importanti che è difficile governare mantenendo la simpatia dei suoi cittadini. C’è la struttura dell’impianto TMB che potrebbe essere avviata per dare una risposta al problema cronico di gestione presente nella Capitale.

Difficile rimanere nella stanza di comando se non si hanno i voti. Tanto più difficile governare dall’esterno senza condividere una grande fetta di ritorno per l’impopolarità di certe scelte.

Solo che non sarà il Pd il protagonista del 26 giugno, giorno unico per il ballottaggio in cui si decide chi sarà il sindaco di Guidonia. Saranno i cittadini che decideranno di andare a votare ma anche quelli che decideranno di starsene a casa o al mare, come sempre si dice.

Il dogma del ballottaggio consiste in ciò: vince chi vota. Non esistono traguardi raggiunti al primo turno che si possa prevedere siano replicati al secondo. La storia delle elezioni per i sindaci e il rinnovo dei consigli comunali insegna a tutti questo.

Le dichiarazioni di voto da parte di liberi cittadini, ma anche di rappresentanti ben conosciuti all’opinione pubblica, di grandi elettori sono il pane quotidiano di questa seconda tornata elettorale. Non si capisce bene come l’indicazione che arriva da uno stimato cittadino di Tivoli possa esercitare alcuna influenza a Guidonia. Come vedono gli elettori del Pd il sostegno a un candidato sindaco come Mauro Lombardo visto sfilare con la camicia nera? La simpatia per un mondo politico sul quale si muove molto antagonismo da parte della Sinistra nel nostro paese. E l’Anpi? Cosa fa l’associazione nazionale partigiani italiani che in ogni 25 aprile fuoriesce i suoi vessilli per ricordarci che l’Italia è una repubblica antifascista? Non si pronuncia?

Ma anche Alfonso Masini ha argomenti-contro. Non è giovanissimo. E la moda francese oggi va coi candidati che assicurano la prestazione. Sempre Masini è formato come funzionario della struttura statale pubblica: segue strettamente leggi e regolamenti e forse li conosce troppo bene, non è abituato a fare “forzature”. Ma a guardare bene sono anche le caratteristiche generali che ha il presidente del Consiglio Mario Draghi.