Giornate di trattative riservate dove la novità riguarda che mai il campo è stato aperto come oggi. Mentre nel recente passato due grandi filoni di opzione erano certe (il centrismo che si divideva in una tendenza a sinistra o a destra) fino al sopraggiungere del cataclisma Cinque Stelle, oggi quasi niente può essere escluso.

Forza Italia potrebbe trovare più acconcio costruire un’alleanza col Pd e affrancarsi dal ruolo di gregario delle destre, disperando anche di trovare un’unità di intenti con Lega e Fratelli d’Italia. Ma l’azzardo sarebbe grande e non ancora benedetto dalle sedi centrali dei rispettivi partiti. E poi ci sono i Cinque Stelle che consistono oramai in un’alleanza derivata da un patto siglato in Regione Lazio. Trovare la quadra tra grillini e lettiani è già difficile, e se si aggiungesse la variante Forza Italia sarebbe un vero problema chiudere. Ma ogni altra soluzione non appare più facile.

Nella dialettica diventa decisivo includere il Nuovo Polo Civico che non ha bisogno di sigle per continuare a fare campagna acquisti nelle file dei vari centrismi, sia provenienti da sinistra che da Forza Italia.

L’ipotesi di aprire una trattativa prima col Nuovo Polo Civico è una necessità per tutti ma è il movimento civico guidoniano a dettare i tempi e selezionare gli interlocutori. La proposta di alleanza può arrivare anche dalla Lega ed è questa che potrebbe far saltare il tavolo relegando il Pd coi Cinque Stelle per tentare la maggioranza in città coi berlusconiani che troverebbero una sede maggiormente congeniale per trovarsi. L’avvocato Michele Venturiello da Setteville già si è mosso senza sentire nessuno. Gli altri stanno arrivando di gran carriera. Nulla di strano se si aggiungesse anche la Lega di Alessandro Messa.

A questo punto per non rimanere fuori dai giochi, il Pd – che garantisce contatti, filiazioni, la continuità di quanto già impostato in Regione Lazio – dovrebbe entrare in questo consesso. IN questo tavolo si discuterebbe solo del futuro della città, delle grandi occasioni: quadro sistemico con le attività estrattive, attrattiva per attività imprenditoriali nelle aree industriali lasciate incompiute, infrastrutture, opzione termale per Guidonia (!). Lavorare su questi indirizzi non è di sinistra o di destra. Non si discute sull’immigrazione né su una politica distributiva né altrettanto su una deregulation o sui sistemi per ridimensionare il debito pubblico. Si dovrebbe lavorare tutti per la città e la competizione dovrebbe rimanere, ma solo per la captazione di fondi e delle occasioni migliori.

Non si imbavaglia la democrazia perché Fratelli d’Italia ha già un percorso chiaro. La candidatura che accompagni quella alla Regione Lazio di Marco Bertucci. Stesso comportamento per la sinistra.

Tutto questo sarebbe facilmente alla portata se ci fosse un candidato come Mario Draghi in grado di affermare una maggioranza come questa alla guida della città. Ciascuno lo cerca ma per rafforzare la propria stretta compagine, senza riuscire a garantirgli un quadro di alleanze più forte e credibile. I leader attualmente in campo non riescono ancora ad emanciparsi dal loro quartiere di appartenenza, figurarsi a rappresentare tutta la città in ogni sua compagine territoriale, tanto meno una visione programmatica che guardi innanzitutto al PNRR.

Solo che se non si alza la testa Guidonia sarà destinata a frazionarsi.