Indice Rilevanza

Si riaprono le prospettive perché l'asse tiburtino abbia un nuovo nosocomio in grado di dare risposte della richiesta di cura per la salute che circa duecentomila cittadini chiedono

Si farà a Cesurni sui terreni dell’ex Pio Istituto ne saranno dimora. Costerà alla Regione Lazio 76 milioni.

Cesurni è in area Tivoli. Anche se a stretto confine con Guidonia. La Superba si aggiudica il nuovo ospedale che lavorerà in parallelo con quello esistente che insiste ancora nel centro urbano di Tivoli. E qui non si tratta di contesa di campanile, ma di giusti equilibri dell’asse territoriale.

Guidonia ha quasi il doppio degli abitanti di Tivoli. Ha maggiori concentrazioni aziendali, ha emergenze superiori, raccoglie i residui della capitale insistendo nei confini a suo ridosso. L’ospedale a Guidonia in una delle aree messe a disposizione significa maggiore centralità distributiva. A Guidonia c’è il casello autostradale della Bretella Fiano-S.Cesareo che la collega direttamente con altre aree della città metropolitana. Quale risposta migliore per una Stroke Unit? (Centro urgenza contro ictus e infarto). E invece sarà Tivoli ad avere la realtà nosocomiale facendosi perdonare il peccato di origine dell’avere resistito oltremodo a tenere in piedi l’ospedale nel suo centro con tutte le inadeguatezze che si evidenziavano negli anni: Emodinamica partita in ritardo.

Di una nuova realtà nosocomiale se ne parla da trent’anni nell’asse tiburtino. Di tanto in tanto affiora un’ipotesi perseguibile (ex Martellona, Colle Cesarano, al Bivio di Guidonia furono proposte che ebbero i favori di alcune stagioni). Ma alla fine l’ha spuntata Tivoli. Ed a dirlo in un convegno a Villanova di Guidonia, all’Hotel Imperatore Adriano, è proprio la nomenclatura della Regione Lazio.

Con altri volti e in altri contesti il governo della Regione Lazio si presentava in terra tiburtina a prospettare lo stesso, come ipotesi semplicemente alla portata. Solo che erano Trenta, venti, dieci anni fa. Cosa dovrebbe far pensare che oggi è cambiato qualcosa? IL fatto che c’è lo stanziamento di milioni? C’erano stanziamenti anche allora. Nulla è stato fatto.

Ancor oggi per accedere all’offerta di sanità pubblica il cittadino tiburtino tout court va al Pertini. Semmai al Sant’Andrea o al Gemelli. Solo per accessi ambulatoriali si rivolge a Tivoli. Ed è a questa migrazione di pazienti che in Regione Lazio dovrebbero vedere prima di decidere. Ed anche alla domanda di servizi sanitari effettivi. A cosa serve un ospedale nelle vicinanze oggi? A intervenire per le emergenze. E queste si chiamano: Pronto Soccorso, Dipartimento di emergenza e assistenza e Unità di Terapia Intensiva Cardiologica. IL nuovo ospedale conterrà questi servizi imprescindibili o sarà un ambulatorio per drenare la domanda di assistenza sanitaria secondaria?