Si chiude il secondo mandato del centrodestra a Guidonia con lo scioglimento anticipato del consiglio comunale, causa la mancata approvazione del bilancio comunale

 

Si chiamerà la maledizione di Guidonia. IL sindaco finisce anticipatamente il suo mandato con lo scioglimento del consiglio comunale. Solo Ezio Cerqua fece eccezione rimanendo in carica, regolarmente, dal ’96 al Duemila. E’ vero anche che i suoi del centrosinistra gli fecero pagare quattro anni di buon governo e di opere pubbliche non sostenendolo fino in fondo per essere rieletto. Ma questa è storia. Quella che si deve scrivere è la storia di domani.

E non c’è notte più buia per questa città. Al di là delle feste rock e di un clima di offerta mondana più brillante che oggi si vive a Guidonia, il panorama politico ravvisa solo divisioni. La classe dirigente degli eletti non è riuscita ad imporre il primato della politica. Risentimenti personali hanno preso il sopravvento e con essi lo scetticismo sulla necessità di continuare a dare un governo di cittadini per i cittadini. Un dirigente del ministero dell’interno è sembrata la soluzione più pratica. Gli eletti non sono riusciti ad ergersi come tutori della responsabilità ed hanno preferito obbedire al narcisismo del loro dissenso. Ma difficile ora sarà spendere questo amore di sé in una stagione futura.

Guidonia non avrà voce nella Città Metropolitana. Guidonia senza governo eletto, significa una città che non può battere i pugni sul tavolo nelle sedi programmatiche. Sono questi i contesti in cui la città si è accollata le emergenze dell’intera provincia romana. La vicenda che in cui fu istituzionalizzata la discarica insegna. Anzi, sembra proprio di no.

Finisce anche il batti e risposta dei social network dove addetti al lavoro e cittadini scommettevano sulla fine e invocavano un nuovo giudizio universale che dovesse far strame di tutto. Si sa. L’apocalisse solletica tensioni estetiche più congeniali che il richiamo al lavoro.

IL problema ora è che coloro che hanno lanciato invettive accusando di malgoverno dovranno usare il ben dell’intelletto per concentrarsi su nuove convergenze. IL Pd domenica 19 giugno dovrà affrontare la madre di tutte le guerre col ballottaggio a Roma, Milano e Torino. Sarà qui che il Pd capirà se il volto del simbolo che a livello nazionale campeggia è ancora spendibile. Di qui i nostri di Guidonia dovranno capire cosa fare. Si apre così la campagna acquisti nel mondo del centrodestra – tra i consiglieri che non hanno votato il bilancio e tra i grandi elettori che senza nemmeno Berlusconi non capiscono cosa ci stanno a fare in una compagine che non esiste più. D’altro canto il centrodestra dovrà smontare tutto per ricostruire. Lo stesso assessore all’urbanistica Massimo Cacciotti, in conferenza stampa venerdì 10 giugno, ha detto che dopo il 19 giugno (ballottaggi a Milano) si capirà il da farsi. Probabilmente si avrà una proposta totalmente nuova. E non potrà essere, per capirci, ForzaItalia.3, ma nemmeno il Pdl.2. E allora a contare saranno gli unici coesi: Fratelli d’Italia. Quindi tornando a Guidonia, Alessandro Messa, consigliere di Fratelli d’Italia potrà fare una campagna elettorale di testimonianza per contarsi e segnare la sua presenza in Consiglio. E aspettare.

Con queste premesse è chiaro che si apre un’autostrada per il Movimento Cinque Stelle. IL fatto di non aver finora esibito una candidatura forte a Guidonia può esser addirittura un motivo di forza. Hanno dimostrato di trovare il loro spunto migliore tutto nel movimento. Le ex-sconosciute Chiara Appendino e Virginia Raggi rischiano di diventare sindaco di Torino e Roma. Lo stesso probabilmente accadrà a Guidonia. E non contano i riferimenti ai precedenti dati amministrativi. La scioglimento del Consiglio comunale perpetrato all’una di notte, segna una sconfitta per tutta la classe politica tradizionale. Non farà eccezione Pd o non-Pd. Ed è qui che i Cinque Stelle vanno a nozze.

Certo! Si dirà. Un anno è lungo. Succedono molte cose, il quadro cambia, come è cambiato costantemente negli ultimi anni. Ma la Storia non dà rassicurazioni nemmeno nel suo dinamismo. I movimenti tellurici che hanno fatto sobbalzare l’Italia e questa città per anni potrebbero cessare immediatamente. La Guidonia senza testa e senza rappresentanza nel parlamentino di Roma Capitale piace di più. Facilmente le si possono assegnare le emergenze della Capitale: immigrati, cemento, mondezza, economia chip. Lo stesso vale per l’Italia in contesto europeo. E allora potremo sfogarci raccontandoci quanto siamo stati depauperati. Qualcuno con cui prendersela si troverà. Quello che non manca noi. L’importante è che non sia messa in causa la nostra cattiva voglia di fare.