Erano anni che Guidonia non vedeva tanta gente tutta insieme. Ed è al riparo della tenuta di campagna di Tor de Sordi che la sera di giovedì 8 giugno hanno deciso di ritrovarsi amici e simpatizzanti di Forza Italia.

Le parole d’ordine toccano i temi fondanti delle origini della città. Ed è proprio il candidato sindaco Alfonso Masini a toccare corde sensibili quando in poche parole ricorda le vestigia dell’antica Corniculum, la Città di Fondazione e il suo modello di architettura, l’aeroporto militare, ma anche l’edilizia spontanea nata per accogliere tanti italiani che arrivavano qui nell’immediato secondo dopoguerra per trovare lavoro. Motivi di coscienza sociale che la città non deve perdere.

Incentrato sulla scadenza elettorale il deputato e coordinatore romano Paolo Barelli che ricorda a tutti di fare l’ultimo sforzo in questi giorni prima di domenica 12 giugno e prepararsi al grande duello col centrosinistra due settimane dopo.

L’ex sindaco Stefano Sassano in veste di chairman fa gli onori di casa, l’apripista di Forza Italia, Maurizio Massini, in prima fila.

Ma negli interventi, come al solito concisi, tutti attendono lei. Mara Carfagna parla di Guidonia. Il ministro per il Sud e la coesione territoriale dall’alto della prospettiva liberale spiega come anche amministrare una città significa cimentarsi con la richiesta e l’ottenimento di fondi straordinari a disposizione nel PNRR. Fare questo è possibile studiando, applicandosi e accettando la competizione con altri progetti. Snocciola le competenze con le quali deve attrezzarsi chi governa e ricorda che le grandi realizzazioni ottenute, proprio a Guidonia e nell’asse tiburtino, sono state acquisite nei governi di centrodestra con Berlusconi presidente. Cita le complanari e trova nella coalizione del centrodestra l’asse portante dal quale non prescindere. Ringrazia per questo l’impegno di Alfonso Masini chiamandolo più volte ed esortandolo a mettercela tutta in questo fine campagna elettorale. “Ha messo a disposizione – spiega – le sue competenze per scendere in campo in questa nuova sua grande prova esistenziale”.

Gli applausi scroscianti chiudono il teorema di interventi a cui segue la fila per le foto con la diva. Sempre lei, Mara Carfagna. Ma notorietà ed estetica sono tratti ormai secondari. IL caso-Carfagna nella scena politica italiana oramai segna il tratto evolutivo che si potrebbe definire con evidenze antropologiche. Segna cioè il protagonismo forte e consapevole della figura della donna negli assetti decisionali del paese per cui ogni confine alla superficialità della sua storia personale si mostra superato. In tutto e per tutto Mara Carfagna è una rappresentante del pensiero liberale nel nostro paese.