IL sindaco uscente interviene all’assemblea di Forza Italia e liste associate che prepara la nuova stagione politica cittadina

Sereno, divertito, sorride e abbraccia i vecchi amici. “IL sindaco” è tornato. Forza Italia lo riconosce ancora come amico, ancorché come leader, ed ascolta con estrema attenzione il suo discorso al Duca d’Este di Tivoli Terme, nel pomeriggio di lunedì 27 febbraio. L’assemblea di una parte del centrodestra è convocata per raccogliere le idee sul da farsi. Dopo gli arresti domiciliari dell’ex sindaco, l’anno di interregno per arrivare al commissario prefettizio, è chiaro ci sia un po’ di pessimismo in giro. Il discorso di Eligio Rubeis parte dalla fase difficile in cui si apre questa nuova stagione politica. Condizione generale in cui ciascuna forza politica ha grandi problemi. Il problema per Forza Italia, prima, e per il centrodestra, dopo, consiste nel ricompattare le sue forze, decidere alleanze credibili e fare liste in cui si evidenzi il rinnovamento di questa parte dello scenario politico.

Dirige l’assemblea il capogruppo uscente Michele Venturiello, il segretario cittadino Andrea Mazza e Maurizio Neri, nominato all’interno del nuovo coordinamento cittadino.

Il rinnovamento è il tema ricorrente. Si tratta di vedere come lo si debba portare avanti. Il sentimento diffuso è quello di ripartire dall’azzeramento sui consiglieri uscenti nell’ultimo corso amministrativo. Qualche giorno fa questa idea significava: non consentire ai consiglieri uscenti di ricandidarsi. Lunedì al Duca d’Este, l’idea è invece di non candidare a sindaco un ex consigliere uscito dal precedente corso amministrativo. Questo vale, sia in Forza Italia, sia nelle liste civiche collegate. Chiedere identico atteggiamento agli altri che si uniranno alla coalizione. Consiste in questo la misura considerata irrinunciabile, secondo una proposta, per dimostrare agli elettori la volontà di cambiare pagina.

Ed è un criterio che a parole tutti condividono. Difficile – nelle repliche – capire come effettuare questa operazione di rinnovamento. D’altra parte apparirebbe la critica radicale al vecchio gruppo dirigente del partito berlusconiano di Guidonia. Ma d’altra parte di quale peccato originario si accusa i consiglieri uscenti per chiedere loro di rinunciare alla pretesa legittima di candidarsi a sindaco? Affinché il processo di rinnovamento non appaia come un’operazione di pulizia, quindi un’accusa a chi c’era fino a ieri e continua ad esserci, debbono esser chiariti molti punti programmatici. Chiaramente a chi fa un passo indietro si può chiedere di svolgere altre funzioni di utilità, che la rinuncia non può tradursi in una gogna. E poi, praticamente impossibile che gli altri partner del centrodestra accettino questo diktat. Ma ci sarà bisogno di un partito, Forza Italia, che si rinnova, con volti nuovi, giovani, meno giovani, ma che comunque rappresentino il cambiamento.

Necessità di rinnovamento, chiari dubbi di coesistenza saranno l’argomento di un nuovo incontro convocato per martedì 28 febbraio all’Eur.