Grazie ai carabinieri arrestati dieci romeni di Villalba: donne e uomini rubavano nelle case

Cinque sono stati presi in flagranza di reato. Altri cinque, i complici, sono stati arrestati nelle case di Viallaba dove progettavano scientificamente i furti poi perpetrati nelle ville di Tivoli, Setteville Nord, Marco Simone, Parco Azzurro, ma anche Case Rosse e nei quartieri di Roma Nordest.

Il clan aveva agito anche in altre realtà regionali. Il loro metodo è sempre partito dall’osservazione diretta dei luoghi dove fingendosi lavoratori effettuano dei controlli. Un modo per passare inosservati e giustificare l’armamentario di fiamme ossidriche e utensilerie varie necessarie per scardinare porte, finestre e se necessario, anche casseforti. Una volta individuato l’appartamento inizia il furto a casa dei malcapitati. La loro forza finora è consistita in tre fattori. Primo, non rivendere la refurtiva pesante in luoghi prossimi. Pare che in molti casi abbia preso il volo per la Romania. Secondo, non parlare mai al telefono. Il piano viene sempre affinato attraverso il contatto diretto: il clan è composto di donne e uomini dai venti ai trenta anni di età che abitano vinini di casa. Alcuni tra loro sono anche parenti. Terzo, conoscere le abitudini delle vittime e la logistica di dove si va ad operare.

Ma non hanno considerato che gli uomini dell’Arma erano sulle loro tracce da tempo. Galeotto è stato un pezzo d’oro che una donna del gruppo è andata a rivendersi in uno dei tanti compratori in giro nell’area tiburtina. Il pezzo di valore sospetto ha mosso la ricerca, la paziente osservazione dei carabinieri, fino al furto in flagranza di reato. Arrestati i primni cinque è stato facile arrivare, quindi, anche agli altri componenti dell’associazione criminosa.