Mai intervista fu più breve. Aldo Cerroni sembra aver pensato ogni obiezione prima che il cronista la formuli.
Avvocato Aldo Cerroni, Comune guidato da un regime commissariale ha aumentato alcune imposte. Lei cosa prevede in tal senso? Come limitare questo esborso da parte dei cittadini?
Occorre intervenire su più fronti. Intanto evitare assolutamente il dissesto. Poi rimodulare, in tempi strettissimi prima che venga approvato dalla Corte dei Conti, il piano di riequilibrio e siamo certi che vi siano le risorse per farlo. Ci sono spazi di manovra per rivedere i conti stilati dalla gestione commissariale. La situazione è delicata, difficile, ma non così grave.
Parallelamente si deve intervenire sui contratti. Si deve cercare di ridurre le uscite, trattando con i fornitori usando gli strumenti consentiti dalla normativa sulla spending rewiew e per ridurre i costi a carico dei cittadini, come ad esempio per le tariffe delle mense scolastiche e degli scuolabus.
Qual è secondo lei il punto di arretratezza di Guidonia sulla quale il governo della città deve far fronte al più presto?
Intanto vi è una emergenza finanziaria e di riassetto organizzativo dell’Ente che è prioritaria, merita attenzione e un lavoro costante, non effimero, ma strutturale …
I cittadini sono sempre più arrabbiati e non fanno differenze …
Ci stavo arrivando. Vi è poi la necessità di riconnettere i concittadini con le istituzioni e con il Comune. Bisogna, con un lavoro quotidiano, di risposta ai bisogni e alle esigenze, convincere i cittadini a fidarsi di nuovo dei propri amministratori e dei dipendenti che lavorano per rendere vivibile e servito il nostro territorio
Quindi, sull’emergenza economica della città?
È necessario un imponente piano per il lavoro: quello che c’è e quello che ci potrebbe essere e un impegno straordinario per determinare uno ”shock sociale”, che consenta di ripristinare e rafforzare il welfare attraverso, ad esempio, un’implementazione dei fondi destinati all’assistenza domiciliare delle categorie deboli, che non hanno né il tempo né la forza spesso per lottare per i propri diritti, la creazione di una “carta dei servizi sociali”, la messa a sistema dell’Associazionismo volontario.
Tra le emergenze, individua un’infrastruttura della quale Guidonia ha necessità? Come intenderebbe realizzarla nel ruolo di sindaco?
Intanto è ora di far definitivamente partire il palazzetto dello sport del Bivio, che assomiglia sempre più al tradizionale esempio italico dell’opera incompiuta. Dobbiamo dedicare attenzione, impegno e tempo a liberare le aree urbane interne alle circoscrizioni per realizzare parcheggi e nuove aree verdi. Usare la linea dell’acqua marcia per realizzare una pista ciclabile che congiunga, attraverso il nostro territorio, Roma a Tivoli. E’ già a mia disposizione il tragitto su cui avevo iniziato a lavorare già un anno fa e rispetto al quale sono già superati alcuni nodi.
Guidonia è entrata nelle polemiche nazionali per la Ryder Cup. Lei che ne pensa?
La Ryder Cup ci metterà a disposizione risorse. Dovremmo utilizzarle per migliorare ulteriormente la viabilità di collegamento con Roma (completare la nomentana Bis; proseguire il raddoppio della Tiburtina), ma anche per rendere Marco Simone e Colleverde maggiormente parte del tessuto urbano guidoniano ipotizzando nuovi collegamenti con il centro Città.
In termini di attività per l’Ambiente?
Con tutte le forze politiche dobbiamo ragionare con serietà e fermezza per rendere fruibile il parco dell’Inviolata e realizzare l’eventuale parco della Sorgente.
Sulle scuole?
Dobbiamo ampliare i plessi scolastici al Bivio per permettere la liberazione dei locali comunali intorno al Comune riducendo, così, drasticamente, le locazioni di locali per le diverse aree dell’Ente e accentrando tutti i servizi comunali nell’area della Città di Fondazione. Si liberano risorse, si migliorano i servizi.