L’incontro al vertice di Forza Italia e i compiti nuovi di questa città per uscire dal guado

imagesDue le novità che arrivano all’alba del 3 febbraio: la prima arriva dall’incontro di Forza Italia, la seconda dal ministero degli interni.

1) Ipotesi: il governo della città non sarebbe legittimato a stare in piedi. Dovranno decidere gli aderenti al partito. Ma qualsiasi soluzione dovrà essere una posizione condivisa. Il centro-destra non è interessato a fughe in avanti, i suoi rappresentanti non cercano i voti dell’opposizione per arrivare allo scioglimento.

2) I tempi per sciogliere ed andare a votare entro giugno si avvicinano al 18 febbraio e non al 24 come era precedentemente stabilito. A dirlo una circolare del ministero dell’interno che invigila i Comuni che potrebbero concludere anticipatamente il corso amministrativo a sollecitare i tempi. Questo, per dare modo agli uffici del Viminale di effettuare per tempo gli atti conseguenti.

Se i termini per sciogliere e andare alle elezioni entro giugno si avvicinano, si allontanano le possibilità di sciogliere. Si complica la vita del partito dello scioglimento all’interno del centro-destra che finora rappresenta una minoranza.

In una condizione ondivaga l’inquietudine dei consiglieri chiamati a decidere per il “sì” o per il “no” deve essere intesa in ogni caso come una decisione.

Anche “la richiesta di un po’ di tempo per ulteriori riflessioni e decidere con maggiore serenità” significa una scelta: non sciogliere. Quindi lavorare, quindi dare il massimo per portare avanti quel che è l’immagine dell’amministrazione pubblica di una città presso i diretti cittadini – e non solo della compagine amministrativa che la rappresenta.

( Sì, perché in questo processo di attività, sentimenti e recriminazioni, non c’entra solo la responsabilità delle donne e degli uomini eletti per governare la città. C’entra in modo preminente l’idea di governo della cosa pubblica e l’idea di responsabilità affidata dall’elettorato ).

La novità deve consistere però nel metodo. Il governo della città che deve traghettare a fine corso amministrativo, deve dare dimostrazione della massima trasparenza. In tal senso superare le sacrosante pressioni del Movimento Cinque Stelle, mostrando che il palazzo non è solo trasparente, ma non esiste: esistono solo dei cittadini che lavorano per la cittadinanza.

Sempre in questo corso l’amministrazione deve mostrare massima apertura alle opposizioni e non arroccarsi: condividere le decisioni, mettere insieme le energie comuni – se veramente è il bene della città il bene che si vuole perseguire.

Davanti a questi compiti le dimissioni di Adriano Mazza dalle finanze e la possibile presa in consegna da parte del Vice sindaco Andrea Di Palma appaiono come marginali.

Appaiono!

Perché potrebbero essere sostanziali davanti al conseguente nuovo modello per l’assetto di giunta che potrebbe mettersi in opera. Infatti nel sistema di carichi di responsabilità per i diretti operatori nell’amministrazione pubblica dovranno essere ripensati ruoli e funzioni con l’apertura di porte rimaste chiuse in questi anni.

Quindi, apertura e trasparenza appaiono le due chiavi di volta per la continuità. E questo deve essere sia che si continui a lavorare per altre due settimane che per altro tempo ancora.