“In 85 anni dalla nascita della città di Guidonia Montecelio è la prima volta che un sindaco scappa dall’aula di consiglio  La seconda,  quando lo stesso Barbet,  fu inseguito da mezza città urlante nel 2018 protetto dalla Celere perché voleva chiudere le cave di travertino. Come tutti i valorosi ammiragli si rimane sulla nave anche se feriti perché il Sindaco non è solo di una parte politica, non ha un solo ruolo , ma appartiene a tutta la città, è di tutti i residenti. Dopo 5 anni con questo ulteriore gesto di maleducazione istituzionale ha confermato la totale insipienza e l’incapacità ad amministrare seppure ha una patologica grandeur a guisa del connazionale  re Sole Luigi XIV che lo fa ritenere ancora adatto alla   ricandidatura. È mancato oltremodo il saluto istituzionale dovuto  dopo aver trascorso  5 anni di vita politica anche su banchi opposti ed alla Città. E’  una questione di stile,  noblesse oblige di  gentleman agreement  che evidentemente disconosce.  Non è l’ultima denuncia verso una maggioranza   ( M5S -PD) che è sempre fuggita dalle responsabilità, trasparenza e democrazia. Per Barbet e sodali le regole valgono solo quando sono loro a reclamare. Ma siamo in democrazia e non rispondere ad un pacco di mozioni, interpellanze, interrogazioni e copia atti non fa onore a chi si professa democratico e progressista. Per poi agire nel più grossolano dei modi: scappare. Guidonia Montecelio è una città di centomila residenti, 58^ nella classifica su 8025 comuni, non lo merita, anzi deve sapere fin dove arriva la mediocrità di un sindaco che mai ha risposto ad un quesito nei termini stabiliti ovvero 30 giorni: alla faccia della trasparenza sbandierata.   Conoscere i costi ed i km percorsi   di un’auto elettrica nuova fiammante dall’insediamento, a disposizione esclusiva del sindaco, che notoriamente si vanta come tutti i grillini di non pesare sulle spalle della comunità con spese di trasporto credo possa essere di dominio pubblico visto che sono i contribuenti a​ pagare. Lo stesso dicasi per il Palazzetto dello Sport che doveva costare 3,5 mln di euro e si è arrivati quasi a 9 e ci sono rate per oltre 750mila euro di una transizione  del  lodo con l’appaltatore che sono scadute. È lecito per tutti i residenti conoscere i proventi degli oneri di urbanizzazione in 5 anni. Aggiungendo che il 50 per cento avrebbe potuto essere utilizzato per acquistare alberi e piantumazioni, anche per intestarli ai  neonati, come conferma una legge e mai avvenuto,  mentre il bilancio arboreo  dell’Ente, che per decreto deve essere pubblicato tre mesi prima della fine legislatura, non è stato redatto. Gli elettori vogliono conoscere perché su 2145 percettori di reddito di cittadinanza solo 300 sono abilitati a lavorare e solo per 25 di loro  è stato avviato l’opportunità di farlo per 8 ore a settimana e perché 15 persone dopo uno o due giorni non si sono più presentate e non gli è stato affidato un progetto alla volta mentre sono stati utilizzati a macchia di leopardo. Oltre 225.000 ore di lavoro a favore della comunità   in due anni si sono perse   e come questa amministrazione intendesse recuperare quanto dovuto per legge. Davanti a queste semplici domande presentate da mesi Barbet è scappato. Si vuole ricandidare non come sindaco perché per avere l’appoggio del PD si è venduta la poltrona, ma come consigliere. Ognuno ha gli specchi che vuole in casa: Barbet li avrà, sono sicura, neri opachi. Ringrazio le colleghe Terzulli e Roscetti  e Arianna Cacioni insieme a Toro e Caruso che hanno saputo onorare fino alla fine non solo il   gettone di presenza pagato dai contribuenti ma mostrato rispetto alla Città ed ai cittadini”.