Esplode per motivi ancora sconosciuti l’automobile di Elisabetta Aniballi, portavoce del sindaco. Essendo assai poco probabile un’esplosione dovuta a malfunzionamento o avaria, tutto fa pensare ad attacco doloso, micidiale e feroce

Anche negli anni più efferati di Guidonia non si era mai arrivati a questo livello. Dalle notizie momentaneamente a nostra disposizione si rileva che l’esplosione non ha causato danni a persone.
Oltre al sentimento di amicizia che chi scrive ha con la giornalista di lungo corso, pervade lo sdegno e il voltastomaco per un atto infame che intossica la città, il suo governo e tutte le forze politiche che appartengono alla sua dialettica.

Appaiono improvvisamente vani gli sforzi per rendere questo Comune una realtà in cui la guerra di tutti contro tutti rimanesse ancorata al passato. Abbiamo ascoltato brevemente Elisabetta Aniballi al telefono e ci consola averla sentita bene e pienamente in sé. Questa è la cosa più importante. Al momento.
Di qui, la verifica generale che questa città dovrà effettuare è sui suoi assetti, sui suoi poteri nascosti, sulla possibilità che oggi affiora in evidenza, che esistano forze che esercitano il potere in forme di violenza e di intimidazione.
A questo atto dovrà seguire un lavoro profondo, serio, senza paura, sui poteri, sui veti, sulle forme di ricatto che attanagliano la quiete ancorché il diritto di questa città a un destino migliore.

Guidonia quindi non è al tramonto. Non deve declinare l’ipotesi di città nuova che è appartenuta a questo sindaco ma anche a quelli che lo hanno preceduto.

Guidonia deve cominciare la più ardue delle sue battaglie. Quella per la trasparenza, affinché non si creino potentati e portatori di interessi illegittimi che con l’intimidazione pretendono di imporre le loro condizioni. E questo dovrà farlo, senza finzioni, senza tentennamenti. Senza “se” e senza “ma”.

Non sono sufficienti nemmeno le dichiarazioni di stima e quelle di esecrazioni. Da oggi si deve ricominciare a lavorare sulla moralità di questo Comune.