Il concetto l’ha espresso Adalberto Bertucci. “Guidonia non è una circoscrizione di Roma”. Ma se è giusto porre questo distinguo è perché sussistono le ragioni per pensare che siano la stessa cosa. Altrimenti proclamare solennemente questa differenza non avrebbe senso. A ben guardare infatti Roma e Guidonia sono uniti nella Città Metropolitana. Né più né meno di come lo sono altri Comuni che circuitano sulla capitale. Solo che a pochi comuni è successo, come è sempre accaduto a Guidonia, di risolvere i problemi di Roma. Il problema in questa fase si chiama gestione dei rifiuti e la sua risposta si concentra nell’impianto TMB, presente, come tutti sanno, anche se non ancora in attività, a Guidonia.

Tra Guidonia e Roma c’è un altro trait d’union. Si chiama PD. Il partito di governo della Capitale, in effetti, ha dato una mano ai suoi amici di Guidonia – con scarsi risultati dato l’obiettivo mancato di arrivare al ballottaggio.

In campagna elettorale l’assessora all’Ambiente Alfonsi ha promesso che i problemi di Roma non avrebbero gravato su Guidonia. Ma il TMB ora è un problema di Guidonia. L’impianto sta lì e sono moltissimi i tifosi che segretamente fanno il tifo affinché sia operativo. E se diventa operativo non potrebbe non esserlo anche per Roma. Così va il mondo.

In questo rondo in cui il motivo tornante guarda sempre alle disponibilità in termini di territori e ora anche in merito a strutture già presenti. Appare difficilissimo il ruolo di chi dice sempre e solo “no”. Forse pensare a delle contropartite sensibili per la città sarebbe la soluzione più saggia.

Ma i “no” sono anche il leit motive che si è ripetuto in Consiglio comunale il 26 luglio. Anche l’inadeguatezza a ritagliarsi un ruolo nella strategia territoriale fa parte dei mali storici della città. E i civici paiono somigliare tanto ai politici propriamente detti.