Indice Rilevanza

Pd e pezzi di Forza Italia a sostegno del candidato Emanuele Di Silvio. Sarebbe questa l’ipotesi di lavoro sul quale si vuole scongiurare la vittoria del Movimento Cinque Stelle. Del resto, in piena linea con la tendenza nazionale che prepara un futuro ad ampia convergenza tra quelli che un tempo erano i due poli. Una soluzione, questa, che finirebbe per attenuare ancora di più la valenza delle rispettive proposte e allontanare i rispettivi elettorati. Tornando a Guidonia, l’altra parte di Forza Italia inventa la trentenne Arianna Cacioni, probabilmente a fini puramente tattici. (Potrebbe essere, questo, un modo per costringere l’altra parte di Forza Italia a fare una controproposta ugualmente bocciata e arrivare poi a una mediazione). IL mondo della sinistra non fa sapere nulla di sé. Anche Alessandro Messa non fa sapere nulla di sé, ma in quanto esponente locale di Fratelli d’Italia sarebbe dovuto essere il candidato sindaco per tutto il centrodestra, almeno secondo lo scacchiere regionale deciso dal centrodestra. Ma oramai il vaso è rotto e i cocci non riescono a ricomporlo. IL Movimento Cinque Stelle che si fa forza sulle altrui debolezze, non vuole fare eccezione sulle contraddizioni. Domenica 30 aprile convoca un seminario sui finanziamenti europei: proprio il movimento di Grillo che ha brillato in euroscetticismo e in avversione alle euro-burocrazie da estabilishment. Aldo Cerroni va compatto con diverse liste civiche con le quali rappresentare l’antipartitismo a Guidonia. Peccato che i suoi rappresentanti da sinistra, centro e destra, siano tutti figli degnissimi dell’ultima generazione di politica uscita dai partiti.
La nota comune: si cerca di fare il pieno dei voti sperimentando l’impossibile. Con “impossibile” si intende la messa insieme dell’inavvicinabile. IL guazzabuglio di cose nel disperato tentativo di dare una versione diversa alla proposta assomiglia molto più a una minestra riscaldata che alla necessità di novità di cui ha bisogno la gente comune.
Insistiamo, perché vogliamo bene a Guidonia e per dare un modesto contributo alla città, che mai come in questa fase bisognerebbe dirottare l’attenzione tutta sulle cose da fare. E le cose da fare sono tutte interne alla città e ai suoi quartieri, assai meno che ai nomi. Bene fa il Movimento Cinque Stelle ad aprire verso la prospettiva di Bruxelles perché senza risorse europee qualsiasi amministrazione locale non va da nessuna parte. I trasferimenti di Stato servono a pagare il personale e i servizi strettamente essenziali. In più Guidonia nei prossimi anni sarà impegnata in una politica di rientro nelle attività finanziarie. Ma è anche vero che per avanzare proposte credibili e vincenti, nel contesto europeo si deve parlare il linguaggio della crescita, di aumento della ricchezza, “non di decrescita felice”. Senza infingimenti bisogna avere credibilità nel contesto europeo ed essere bene inseriti.
La rincorsa dei singoli, invece, ancora si proietta sulla rielezione per gestire il pacchetto di voti, non il patrimonio di idee.
E invece Guidonia ha bisogno di chiudere al più presto: la realizzazione della nuova stazione ferroviaria a Collefiorito per l’implementazione dell’arrivo e partenze su Roma, la realizzazione del palazzetto dello sport tra il Bivio e Guidonia, il rimodellamento delle aree industriali di Tavernelle, Santa Sinforosa e Centro Gestione Aree Impianti perché siano aree in grado di ospitare altre imprese e dare lavoro, definire un piano per la riqualificazione delle piazze in ogni quartiere, completare il piano sulle aree verdi della città, rafforzare la vocazione turistica di Montecelio …
È la logica del fare che deve prendere il sopravvento.