Indice Rilevanza

Al di là del gioco opposizione-governo della città manca il progetto e la voglia di cambiare (felici di essere smentiti e contraddetti)

“Decimo assessore cambiato in due anni e sette mesi”. A ricordarlo su facebook è un addetto ai lavori: Claudio Zarro, consigliere eletto nella maggioranza monopartito dei cinquestelle. Se un ex addetto tiene il conto c’è da tenerne conto (facile gioco di parole). Se in Consiglio comunale si perdono due pezzi, sempre più la maggioranza in carica dovrà fare bene i conti prima di portare in Consiglio qualsiasi delibera. Ma – si dirà – in fondo il Consiglio comunale deve riunirsi obbligatoriamente solo per l’urbanistica e per le principali misure di bilancio. Ma non è così che funziona. IL gioco democratico è assai più complesso di quanto gli “analfabeti della democrazia” – oggi gli amici di Grillo ieri gli amici di Di Pietro – hanno inteso. L’amministrazione di una città, come la sua gestione ordinaria, non può vivere di riunioni di commissione – inutili se non vanno a Consiglio – o di determinazioni dirigenziali. Nemmeno si può prospettare un biennio senza interventi pubblici di manutenzione infrastrutturale, data la lamentela continua sullo stato delle strade. L’astinenza dalla piazza dibattimentale accentua i dissapori. Ne è emblema la defezione del Consigliere comunale oggi primo oppositore di questa maggioranza. Ma il tema del futuro amministrativo della città non si esplica semplicemente sulla scommessa relativa alla durata di questa maggioranza perché la giunta può sopravvivergli con giochi di assenze tali da tenere il treno fermo, purché non deragli. La scommessa – si ripete qui – consiste nel far crescere la ‘ volontà di potenza ‘ della città. Con l’espressione nietzscheana si intende mutare l’osservazione dello scorrimento degli eventi con un disegno proprio che investa persone e cose. “Trasformare il così fu col così volli che fosse”. Che questo spirito pionieristico originario di Guidonia si sia spento?