Quel che non è riuscito con la destra potrebbe riuscire a sinistra. Cioè l’intesa. Ci si chiedeva quali esiti avrebbe portato a Guidonia il governo dei cinquestelle con la Lega formatosi a livello nazionale. La risposta la conosciamo: nulla.
Stessa legittima domanda affiora dopo il trascorso agosto, quando il neocentrismo cinquestelle ha tentato e riuscito la nuova alleanza nazionale col Pd. Ma in questo caso la risposta potrebbe essere diversa. Così ci aggiorna Elisabetta Aniballi nel suo blog in virtù delle dichiarazioni rese dalla capogruppo Roberta Lombardi, oggi più che mai una vera e propria presidente in pectore in un ente regione il cui presidente regolarmente eletto è troppo occupato a comprendere se la nuova ondata porterà sardine alla sua rete.
E a ben guardare questa alleanza conserva tutte le premesse per realizzarsi e durare. “Santa”, perché scongiura l’arrivo del neoliberalismo di Salvini per la tenuta ereditaria di posizioni di potere senza elezioni. Necessaria e organica allo stato di cose, perché consente un filo diretto senza inciampi oppositivi in Regione Lazio che è il luogo dove effettivamente si governano i poteri locali. Ma oltre ad essere funzionale e necessaria si mostra come unico deterrente alle crisi interne che ciascuno dei due partiti mostra di avere. Mostrando un obiettivo più alto, rappresentato dalla durata come dalla nuova intesa di governo ad adiuvandum, c’è la possibilità di chiudere in piedi l’amministrazione in corso. Non solo. A breve c’è un’altra ragione anche umoristica. Con la continua selezione di personale amministrativo di giunta c’è bisogno di forze nuove. E qualche consumato riformista di professione potrebbe occupare i posti vuoti lasciati nella lista di collocamento assessorile al Comune. Ma Guidonia potrebbe aggiungere l’orgoglio di rappresentare per prima un esempio di alleanza cittadina tra Pd e Cinquestelle.
L’unico dubbio consiste in cosa debbano sperare i cittadini.