Più faceto che serio, lo stallo sulla candidatura a sindaco che costringerà a una campagna elettorale frettolosa e senza contenuti

 

Tutti ricorderanno il motivo della donna-schermo in Padre Dante. Egli per corteggiare Beatrice durante messa utilizza una donna a metà di distanza tra lui e Beatrice. La donna nel mezzo è solo il mediante per consentire discrezione al giovane Dante nel dare messaggi alla vera donna amata.

Stessa situazione a Guidonia, dove sono molti i soggetti che aspirano a fare il sindaco. Ma il soggetto che aspira non lo dice. Né lo fa dire a chi surrettiziamente lo sostiene. (Il gioco delle tre carte fa uscire sempre la carta meno utile: quella che non dice chi è il soggetto proponente né il soggetto proposto). In comune con la donna-schermo di dantesca memoria c’è anche “Messa”. Non c’è chi la celebra. A tirarne le fila nel centro destra c’è Eligio Rubeis. Ha le idee chiare. Ha formato un vero e proprio comitato elettorale perché si formi una candidatura unica. Ma ad impossibilia meno tenetur, In mancanza del cartello un assetto forte, trasversale, senza lista di Forza Italia, potrebbe comunque tentare la stessa operazione del sindaco Proietti a Tivoli.

Nel centrosinistra c’è il gioco delle primarie che fa esporre i due quarantenni Simone Guglielmo ed Emanuele Di Silvio. Si dirà: “perfetto! Pieno stile Renzi!” No! Troppo nitido per piacere alle strategie oblique del partito democratico che alle primarie del 2 aprile dovrebbe decidere chi lo rappresenterà a fare il sindaco. Si sa: il Pd ha troppi grilli per la destra… Cioè per la testa! Troppi grilli a cantare! Vuole stupire con effetti speciali. Aveva già interpellato la Biagiotti junior e il manager Rettighieri ricevendone cortese diniego. I suoi big sicuramente giocheranno su una candidatura di alta rappresentanza. Questo per cercare di accontentare tutti, a parole. Come dire: vi candido Superman come potete dire di no? Ma i Superman dei nostri tempi non intendono sobbarcarsi i problemi dei figli di un dio minore di questa Gotham City (cit. Gea Petrini). E questo il problema del Pd che deve schermirsi in verità dai Cinquestelle.

Il partito di Beppe Grillo deve difendersi da sé stesso. La vicenda di Genova dimostra perfettamente che Beppe Grillo non intende governare nessuna città. Tanto meno le problematiche di una città con discarica che dorme, ma come il Vesuvio, e che ha un impianto TMB da far partire. Il governo delle città porta solo tanti problemi e fa abbassare i consensi perché le difficoltà non si risolvono, mentre i consensi si traghettano soffiando sul malcontento popolare agitando il mantra “onestà-onestà-onestà”.

E allora la vicenda si mette difficile per Guidonia che da governare presenta più problemi che attrattive. IL primo appuntamento utile è mercoledì 22 marzo, giorno in cui il segretario provinciale Palozzi ha chiesto ai suoi di Forza Italia di dare la loro candidatura a sindaco perché sia oggetto di negoziazione col resto del centrodestra.

L’altro appuntamento utile è il 2 aprile, quando dalle primarie del Pd dovrà uscire il candidato sindaco dei democrat. E ci sono gli altri pezzi di centro, di sinistra e di destra libera di cui non si parla qui per cortesia verso il lettore e il pericolo di emicrania Nel Pd il vero obiettivo sarà trovare almeno l’unità interna del partito. Sarebbe un capolavoro. Ma sono proprio i pezzi da novanta del partito a dubitare. Perché dovrebbe crederci il suo popolo?

I Cinquestelle si danno convegno nel web e direttamente alle urne. Non si dannano a cercare i voti. Gli altri fanno campagna elettorale per loro. Ma come si ripetet, il vero obiettivo dei Cinquestelle sono le elezioni nazionali. Sì perché col sistema proporzionale dovranno fare il massimo per rendere difficili posizionamenti tra centrosinistra e centrodestra nel tentativo di dare un governo al “paese”. Davanti al “paese” dei nostri Padri, tra cui Padre Dante richiamato all’inizio, il paese Guidonia quindi diventa poca cosa.  E ce ne dogliamo.