La città continua a importare dipendenze romane

Altro che feudo, altro che contado! Conta molto meno di questo il Comune della Città di Guidonia nei confronti di Roma che l’11 maggio è venuta a tagliare il nastro del Centro Logistico Romano, realizzato all’interno del Centro agroalimentare romano che però ha sede nel sedime di Setteville e non a Roma. Quindi la denominazione “romano” come aggettivazione o come genitivo-oggettivo riposa sulla virtualità di competenze mosse dall’economia della Capitale, non dalla città come entità territoriale. Il nuovo impianto, realizzato dal GROS – Gruppo Romano Supermercati –  è stato presentato dalla proprietà. A tagliare il nastro e fare il bel discorsetto, il Presidente del Gros Giorgio Trombetta (È il Gros che ha realizzato il manufatto). Oltre a Trombetta, il Sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno, l’Assessore capitolino alle Politiche del Commercio e Attività Produttive Davide Bordoni, l’Assessore alle Politiche del Territorio della Regione Lazio Michele Civita, il Presidente della Camera di Commercio di Roma Giancarlo Cremonesi. Guidonia, padrona di casa, assente. Eppure si tratta di un’opera importante. Il nuovo magazzino è uno degli impianti nazionali più grandi ed evoluti del suo genere. Consente la riduzione dei costi in logistica. Questo perché contiene sistemi di trasporto di bancali in arrivo dai fornitori e in partenza per i vari distributori. In ogni ora consente un flusso di 260 bancali in ricevimento e 150 in spedizione. (Si tratta quindi di un sistema di passaggio di attrezzature finalizzate all’appoggio di vari tipi di materiale). In questo modo si conta di risparmiare in costi materiali. Su 80mila metri quadri, 42mila sono di magazzini, 3mila uffici, più un piazzale di 34mila. Ci sono poi  78mila posti pallet e 32 bocche di carico e scarico.