Eravamo quasi preoccupati. Come mai dopo due anni e mezzo di amministrazione il nodo del contendere non si concentra sulla ciccia di Guidonia? L’urbanistica. Quella vera, quella dell’espansione edilizia, quella dei veli rappresentati dalle proposte di nuove aree a verde che però sottendono nuove edificazioni nelle vicinanze, messe a norma, “ricuciture”, “risanamenti”… (IL vocabolario della materia edilizia si impingua delle più fantasiose espressioni edulcoranti). Anche questa amministrazione non poteva fare eccezione. Almeno questo è il parere degli alleati di governo a livello nazionale che nella Città dell’Aria si pongono invece come i più granitici oppositori. Martedì 20 febbraio è stato lanciato dal consigliere comunale salviniano, Arianna Cacioni, un comunicato in cui si subodorano mire espansive dietro a interventi di riqualificazione. Ancora più esplicito Luciano Sperati, responsabile politico della formazione leghista cittadina. L’ingegnere su facebook sintetizza la questione e scrive: “ i 5 stelle di Guidonia , grazie ai piani bloccati , realizzeranno parchi pubblici sulle attuali aree edificabili in prossimità delle proprie abitazioni e speculeranno con la costruzione di nuovi “palazzoni” nelle aree delle cave dismesse”.
Tutto nasce dalle “Osservazioni alla Delibera di Giunta della Regione Lazio n.34 del 18 dicembre 2018”, scritta congiuntamente dal sindaco di Guidonia Barbet e dal sindaco di Anguillara Sabazia. In questa nota i due sindaci evidenziano che, data la specificità delle specifiche aree estrattive debbano, essere adottati piani di riqualificazione speciali tesi a ristabilire un recupero naturalistico e funzionale alle specifiche caratteristiche ambientali. Ma in questa prospettiva si scrive a pagina due: “Nel caso in cui siano previsti ritombamenti, l’area potrebbe essere interessata da insediamenti abitativi, produttivi o trasformata in parco pubblico. D’altro canto, lasciando integre le zone di cava, una volta recuperate e solo in certi casi eventualmente parzialmente ritombate, potrebbero diventare un parco naturale geotermale di notevole valenza geoturistica”.
Ce n’è abbastanza per far scattare quelli della Lega legati ad Alessandro Messa che sentono puzza di bruciato: chiedono la convocazione di un Consiglio comunale sull’argomento con la finalità di far ritirare la proposta di modifica inoltrata dal sindaco Barbet. Essendo il connubio tra ambiente, cave ed urbanistica, sempre molto caldo a Guidonia si prevede che la questione faccia emergere contese e rivalità che vanno ben oltre i partiti e schieramenti predeterminati.