Non fa chic dirsi “di Guidonia”. Una città piena di pontezialità – dall’originale elaborazione di cultura alla valorizzazione del potenziale storico-archeologico che esprime, dalle potenzialità produttive alla creazione di un autentico parco termale, dal travertino al restyling urbano … – Guidonia che cresce sempre più come cittadinanze ed è prossima ad arrivare a quota centomila… Guidonia non fa chic.
L’esempio è in Fabrizio Moro, uno dei due vincitori del festival di Sanremo. Parlando di sé, come uno che si è fatto da sé, uno di umili origini, uno che si pone come esempio di uno che ce l’ha fatta, ha detto di sé che il suo quartiere di origine è San Basilio, non Setteville di Guidonia dove i suoi concittadini amano ricordarlo.
(I suoi biografi potranno disquisire sulle origini natie e su quelle di infanzia e adolescenza. Poco conta).
Ma qui interessa solo il fatto che quando la gente di Guidonia avrebbe potuto fregiarsi di un suo concittadino salito alla notorietà, l’illusione è svanita. Quelli di Guidonia sono invece scavalcati da San Basilio di Roma. Indipendentemente dai gradi di verità delle due asserzioni – ‘essere di San Basilio’ o ‘essere di Guidonia’ – si tratta di una vera scelta di campo. Esaltare la parte proletaria di sé, le umili origini, la faccia dura di uno cresciuto nei sobborghi della grande metropoli, funziona se si stratta della grande città, non di una realtà satellite formata come aggregato di quartieri. Concentrazioni urbane nate per essere vicine, ma distanziate, dal suo centro che è Guidonia. Ma soprattutto dalla grande urbe. Ed è in questo modo che il Moro vincitore si è regolato.
Quando fa i comizi prima del suo concerto davanti l’aeroporto di Guidonia si fregia di essere di Guidonia.
Quando parla in televisione davanti agli spettatori del sistema-nazione esalta in modo conforme allo stesso immaginario popolare. La figura di proletario uscito dai bassifondi, deve essere perfetta. Lì Moro deve apparire vero, autentico. Uno che si è tirato fuori dalla strada e si è portato con sé il cappello come elemento distintivo per evidenziare il distacco dall’anonimato in cui sono condannati tanti “angeli dalla faccia sporca”.
Lui è un angelo che ce l’ha fatta. Vince Sanremo. Porta il cappello. Canta, suona, fa sognare e sogna anche lui. Ma perché non dire che la sua derivazione è Guidonia? Guidonia non è abbastanza proletaria? Guidonia non produce “angeli dalla faccia sporca”? Li produce. E come! Però Guidonia è presa in ostaggio da Pelosi, da un immaginario pasoliniano che è bene citare per far bella figura in società ma di cui è bene non farsi partecipe. Guidonia non suona. San Basilio sì. San Basilio, pur periferica in Roma, è comunque sua parte. Guidonia è sola. Ed così che Fabrizio Moro l’ha lasciata.