Sulle dimissioni dell’assessore Patrizia Salfa

Patrizia Salfa si dichiara incompatibile. Si dimette da assessore. Lo ha fatto ufficialmente il 30 ottobre. Ed è questa una notizia sensazionale. Nell’età in cui ciascun addetto alla cosa pubblica ha il suo celato gravame di incompatibilità, Patrizia Salfa, che non ne ha di effettivi, dichiara invece di essere incompatibile. La sua incompatibilità è di tipo ideale. Evidentemente – e questo si evince nel suo scritto – non si è sentita tutelata nel quadro politico dove ha lavorato come assessore per quattro anni. Avrebbe preferito un atto eclatante che estrometteva i funzionari indagati dalla magistratura. L’atto non è arrivato e Patrizia Salfa se ne va.
Ma dove finiscono i problemi di Patrizia Salfa iniziano i dolori per l’intero quadro politico della città.
Il Centrosinistra deve fare i conti col suo recente passato. Ammesso e non concesso che le indagini riportino ad effettive responsabilità di alcuni funzionari, il Centrosinistra che li ha collocati dovrà renderne conto. Anche se quel quadro politico è stato epurato dallo stesso Centrosinistra che ha sciolto il Consiglio comunale anticipatamente, le responsabilità generali però non si tolgono con un colpo di spugna. Laddove ci fosse stata effettiva consapevolezza di determinazioni fatte ad arte per rispondere a prestazioni non rese o eccessivamente corrisposte, doveva essere il Centrosinistra a completare l’opera di epurazione e non fermarsi al precedente sindaco.
Iniziano i dolori anche per il Centrodestra. Sì, perché ad Eligio Rubeis non riesce ad avere il ritorno di immagine di moralizzatore. Eppure è lui che ha spalancato le porte e dato le chiavi di ogni stanza alla Procura sollecitandone il lavoro di pulizia. In conferenza stampa ci ha tenuto a rimarcare che lui è stato colui che ha voluto fosse fatta chiarezza di tante lettere, letterine ed esposti su presunti illeciti. Ma è proprio il sindaco dell’amministrazione uscente di Centrodestra a trovarsi con un problema di immagine, quella di un assessore che se ne va sbattendo la porta per sentirsi da lui poco tutelata.
In mezzo c’è l’indagine della Procura di Tivoli che, stante il 30 ottobre, potrebbe finire con un nulla di fatto, sotto il profilo strettamente giudiziario. Ma molto di fatto resta nello scenario politico: le dimissioni, sua sponte, di un assessore che non sono una cosa tanto facile da vedersi.
E se le dimissioni sono arrivate con tanto anticipo, se il Consiglio comunale si è sentito in dovere di discuterne con altrettanto anticipo sulle risultanze della Procura, se si è violato ogni fair play nei confronti di propri funzionari coi quali ha lavorato costantemente ogni giorno, è il segno che non è l’intervento della magistratura a mutare il clima politico. Il clima politico muta prendendo a pretesto l’indagine della Procura di Tivoli.
E sono anche questi i dolori che Patrizia Salfa si lascia alle spalle, quasi a chiudere la porta dietro di sé lasciando gli altri azzuffarsi. Una scena che sa più di Oggi le Comiche che di vera fase di mutazione di quadro politico. Quando riaprirà la porta li troverà impolverati, malmessi, intontiti dei colpi l’un l’altro inferti.
Un quadro grottesco perfettamente riuscito per un effetto comico. E potrebbe essere proprio Il Comico a trarne vantaggio. I grillisti! Loro sono pronti a prendere i frutti di tanto sconquasso.