Ha vinto chi ha la scorza più dura. Si è aggiudicato questo capitolo della continua guerra tra imprese estrattive e amministrazione in carica chi ha saputo fare leva sul suo peso specifico, sulla sua storia, sulla capacità di dimostrare che le leggi non sono un’opinione, chi ha superato un senso di accerchiamento dal quale un intero comparto di imprese sembrava spacciato per la sua attività sul territorio. Ha vinto la Società del travertino romano Spa. Ma insieme ha vinto il distretto del travertino e nessun distretto industriale ha mai conosciuto difficoltà proprio nel territorio di appartenenza. Proprio quel territorio che gli dà la materia prima. Sì perché se è il “travertino romano” si deve vendere nel mondo non può essere de-localizzato in Messico e Turchia.
Ieri il tribunale amministrativo del Lazio ha dato ragione alla Str Spa nel contenzioso che si portavano dietro da sei mesi.
E’ di inizio estate 2018, infatti, l’inizio delle ostilità: quando da parte del Comune si ritenne che la richiesta dei rinnovi di autorizzazione per l’attività estrattiva non fosse corretta e irricevibili le assicurazioni mostrate dalle imprese sul lavoro di ripristino iniziato e da ultimare.
Il Comune infatti non aveva riconosciuto la regolarità di questi atti e sostanzialmente aveva emesso l’ordinanza di chiusura. Di qui il ricorso delle imprese e l’intervento della Regione Lazio a sbloccare l’ordinanza del Comune. Ma l’amministrazione comunale non si era data per vinta continuando la lotta al tribunale amministrativo regionale.
Questa vittoria è importante perché segna un precedente per qualsiasi altro amministratore locale che voglia ancora dichiarare guerra al settore produttivo. Ciò non significa che siano finite le ostilità. Le imprese di escavazione debbono sempre più fare i conti con un territorio in cui vanno stretti, trovare una quadra tra i costi eccessivi per il ripristino secondo i dettami di legge e la loro capacità di avere appeal commerciale nel mondo. Partecipare attivamente, e non episodicamente, alla crescita dell’asse Est e nello specifico di Guidonia, essere momento di ‘ governance ‘ territoriale. Completamente finita l’epoca del Low Profile, del lavoro in silenzio, sotto traccia, sperando che dai quartieri e dal governo locale si dimentichi di loro per ottenere un lasseiz faire alla buona.
Se le imprese del travertino vogliono lavorare nel territorio debbono dare. Significativamente.