Morti senza tomba. Oramai in ogni dove della città si ritiene insostenibile l’inerzia dell’amministrazione comunale

Sulla crisi determinata dai defunti senza sepoltura potrebbe cadere definitivamente la fiducia dei cittadini nei confronti della sua amministrazione. E quel che più conta, quel poco di legame che resta ancora tra maggioranza e il suo sindaco. Del fatto parlano tutti a Guidonia. I defunti rimasti senza sepoltura, per ordini di motivi diversi, si vede l’incapacità dell’amministrazione pubblica di prendersi anche solo una responsabilità.

Eppure sul problema c’è stato un fitto carteggio tra gli uffici del Comune e gli enti di governo territoriale. Si è arrivati a una sentenza del Consiglio di Stato che diceva chiaramente: “Provvedere alla rimozione senza indugio dei 195 cadaveri giacenti nel deposito cimiteriale, la cui permanenza determina una situazione di pericolo per l’igiene e la salute pubblica”.  Firmata il 28 luglio 2018 da Palazzo Spada a Guidonia.

Ancora oggi ci sono defunti che non trovano sepoltura o nuova destinazione. Salme che da quattro anni aspettano di essere tumulate. Sono centonovantacinque. Nella nota il dipartimento di prevenzione e igiene scrive a Barbet parla di casse di zinco in un locale interrato di circa cento metri quadrati. Sempre nella nota si legge: “Sono risultate presenti anche alcune casse in legno lasciate in deposito in attesa di cremazione. Le casse sono risultate disposte in parte su strutture metalliche e in parte a terra accatastate una sull’altra”.

IL problema è oggetto di interesse da parte di tutti, in Consiglio comunale, ma nessuno riesce a trovare soluzione. “Barbet da tre anni sta giocando a fare l’amministratore mostrando solo il negazionismo dell’orrore e girando​ il capo” – sentenzia Giovanna Ammaturo di Fratelli d’Italia.

Anche la Lega di Alessandro Messa: “l’incompetenza dell’amministrazione Barbet non risparmia i vivi e neppure i morti! Non è l’unico, non è il primo e temo non sarà l’ultimo caso di inefficienza di questo sindaco anche per le cose elementari. Dobbiamo mandare a casa questa amministrazione che sta facendo solo danni alla città”.

Anche dal PD si solleva con Simone Guglielmo: “a Guidonia è difficile anche morire. Dobbiamo però anche dire che sul cimitero è stata la privatizzazione contro la quale ho combattuto. Questa situazione Barbet l’ha ereditata dal centrodestra. Dobbiamo dirlo! Una scelta politica sbagliata quella di privatizzare.  Il Comune avrebbe dovuto gestire in house il cimitero… Ora comprare un loculo all’ultima fila costa tremilacinquecento euro. Fare un funerale in cimitero significa spendere ottomila euro! Una cosa folle!”

E poi anche lui, dal Pd, suona il de profundis a questa amministrazione: “credono di tirare avanti per inerzia, grazie all’attività della Regione Lazio. Non si prendono una responsabilità! Abbiamo un tessuto urbano degradato, viviamo i segni dell’incombente crisi economica e il sindaco fa il duro con le attività commerciali e artigianali invece di agevolarne il lavoro”.