Al convegno organizzato dall’assessorato urbanistica imprenditori e professionisti discutono sulle possibilità aperte dal recente decreto e sulle innovazioni approvate in Regione Lazio
 
La montagna ha partorito il topolino. Anzi ne ha partoriti due. Uno da parte del governo e l’altro dalla Regione Lazio. Due nuove leggi sulle quali gli imprenditori del settore edile rimangono deluse. Si sperava di rilanciare le attività con variazioni di destinazioni d’uso approvate di fatto, ma l’edilizia è proprio la parte penalizzata.
La legge, così come scritta nello Sbloccaitalia e così come deliberato in Regione Lazio, non offre margini a speranze.
Un anno di elaborazione, quindi di aspettative, per dire che in sostanza le variazioni sono flessibili. Sì. Ma non approdando all’edilizia. La ragione di questa inversione di tendenza probabilmente è dovuta agli ultimi disastri ambientali additati ad edificazioni fuori controllo. Sta di fatto che difficilmente con da piccolo motore potrà ripartire il treno delle costruzioni destinate al residenziale.
A meno che non si tratti di soprattetti, il cui margine di realizzazione è oramai risibile. Chi vuole estendere l’uso residenziale deve andare in variante. Diversamente, per quanto riguarda le altre destinazioni d’uso, c’è maggiore flessibilità di un tempo. Ma il vantaggio dello “Sbloccaitalia” consiste principalmente nella velocizzazione delle procedure e nell’obbligo ad utilizzare lo strumento telematico. Ma è anche questo a non piacere ai duecento imprenditori e professionisti intervenuti, il 4 dicembre, nella gremita sala dello Shopping center tiburtino. Le ragioni dell’incontro le spiega l’assessore Maria Cosola: “l’amministrazione vuole essere comunque vicina al mondo del lavoro e dell’impresa affinché siano rese possibili velocemente tutte le possibilità di nuovi lavori offerte dalla legge Sbloccaitalia e dalle disposizioni della Regione Lazio. Con queste due innovazioni legislative si allarga la fascia d’azione della cosiddetta edilizia libera. Si intendono gli interventi di manutenzione e piccola trasformazione realizzabili con la comunicazione di inizio attività asseverata dal progettista. Frazionamenti e accorpamenti diventano liberi e gratuiti, purché non alterino i volumi. Lo stesso per la manutenzione straordinaria”.
Ma è anche vero che la lettera del testo è avara di prospettive. Alcuni imprenditori cercano di trovare scappatoie nelle maglie dei divieti procedurali che non si chiariscono col nuovo testo. Umberto Ferrucci annuncia di dare una lettura restrittiva: “la volontà del legislatore è chiara, il dibattito a cui hanno seguito queste norme non lascia dubbi”.
Ma la dissertazione non si placa. Sì, perché a leggere il testo e collegandolo al resto della struttura normativa di spiragli ce ne sono. E come! E allora, che fare? Interpretare come più piace o prendere atto della volontà del legislatore? Scegliere il primo significato della fonte normativa o riuscire a coglierne le contraddizioni? Ferrucci non dà speranze. Gli imprenditori non si danno per vinti. Non escluso, infatti che alcune gaffes espositive lascino dei vuoti normativi da colmare, quindi diano la possibilità all’interpretazione desiderata. Il convegno si chiude con l’annuncio da parte di Umberto Ferrucci di un’interrogazione alla Regione Lazio. Ma anche questa soluzione dovrebbe produrre un risultato contrario a quello sperato dagli imprenditori, se si ritiene inoppugnabile la volontà restrittiva per il comparto edilizio. Un nuovo pronunciamento non potrebbe che tarpare le ali a interpretazioni giuridiche.
Non essendoci trippa per gatti nell’ambito dell’edilizia, essendo poco interessanti le possibilità di spostare destinazioni d’uso nell’ambito dei servizi, le zone agricole sono il luogo del contendere. Secondo la lettura testuale si esclude ogni possibilità di demolizione e ricostruzione che escano dall’ambito dell’uso agricolo. Ma, anche lì, nella lettura del testo approvato in Regione Lazio si intravedono alcuni vuoti.
La creatività degli imprenditori di Guidonia non si fermerà davanti alle ristrettezze. E neanche alla freddezza del sistema di domanda-risposta affidato alla telematica. Questa è la promessa per l’immediato futuro.