IL consigliere comunale Claudio Zarro esce dai Cinquestelle ed entra nel Gruppo misto

Potrebbe essere l’inizio della fine. IL pentastellato doc esce dal gruppo consiliare e non intende dimettersi. Questo dovrebbe significare l’espulsione per il codice etico grillino. E forse è solo il primo.

Farà parte del Gruppo Misto ma non ha chiarito quale sarà il suo atteggiamento nei confronti dell’attuale maggioranza. IL dissapore è forte e carico di motivazioni esistenziali. Ma non ancora politiche. Come succede spesso in questi casi, Zarro si sente il più pentastellato tra i penta stellati e come tale se ne va asserendo a chi resta di non essere degno delle origini. Le dimissioni sono rese pubbliche attraverso un’appassionata nota dove emergono dei toni di forte delusione umana.

La pubblicazione completa è nel suo profilo su facebook. Dichiara di aver averla trasmessa ai diretti interessati anche attraverso posta elettronica certificata.

Essendo lungo il testo, se ne espongono i punti critici essenziali. Zarro parla dei Cinquestelle come “un gruppo di sognatori, di persone utopiche, di gente perbene ma che ha perso di vista i valori che li univano”. Un’espressione che rileva grande distacco ma non ancora polemica. Ma c’è un punto critico su tutti: “la reiterata mancanza di condivisione di scelte per la città, inopportuni personalismi e la totale assenza di ruoli e il rispetto degli stessi”. Ma sulle molte amarezze svela un lato non chiarito del tutto: “poche persone, tra l’altro non sempre elette dai cittadini, incidono sulle scelte e sulle linee politiche di questa maggioranza”. Chi sono costoro? Chi sarebbero i Rasputin che governano segretamente il Comune?

Un punto di rottura indissolubile: “E’ del tutto impossibile lavorare in queste condizioni, a meno che non ci si turi il naso e si continui a dire che va tutto bene”.

Sostanziale l’attacco diretto a Barbet: “è cambiato totalmente l’atteggiamento del Sindaco e di come egli si approccia al rapporto col nostro gruppo consiliare”. Ma non specifica se trattasi di questioni di umore o se di veri e propri scavalcamenti di competenze. Però parla di reticenza nei confronti dei consiglieri: “un muro di gomma di non-risposte da parte del Sindaco”.

Assume i toni di confessione: “Manca la condivisione, la trasparenza, gli atti vengono tenuti nei cassetti”.

Se tanta e tale è la mole del dissenso dovrebbero uscire anche altre voci dal coro del monopartito di governo guidoniano. E allora significherà che Barbet non ha una maggioranza o che col consiglio comunale dovrà tenere un rapporto diplomatico completamente diverso.

Foto da postazione web del Comune.