Traffico, scuse maldestre, maldestra conduzione del proprio mandato … Guidonia però non può attendere!

Manca un Consigliere comunale alla massima assemblea deliberativa del Comune di Guidonia di mercoledì 5 giugno. Conseguenza: non si fa Consiglio. Ma non si va alla seconda convocazione. E il sindaco parla chiaro. Bisogna approvare dei punti di urbanistica che rappresentano un atto fondamentale per la crescita della città è questa città deve imparare a crescere da sola, non farsi governare dalle decisioni che su di Lei vengono prese in Regione. E allora si procede per la convocazione di un nuovo Consiglio Comunale. La data è ancora da decidersi. Ma più importante ancora sono le decisioni e le responsabilità di governo che debbono prendere tutto il personale rappresentativo della città, opposizione inclusa. Non può essere relegato al gioco del tatticismo politicantese la dinamica di uno in più perché ci sia la maggioranza in Consiglio con relativo numero legale. Queste scaramucce di apprendisti stregoni bisognerebbe lasciarle all’ABC della politica per decidere di superare le Elementari, poi fare le Medie e inoltrare le scuole superiori del governo della città e pensare alle responsabilità di eletto con quella che potrebbe chiamarsi “volontà di potenza”, “necessità di diventare adulti”, esigenza di “segnare un solco e trasformare quel che sarà in quel che volli che fosse”. Questa prova da adulti la classe politica di Guidonia è dai tempi di Lombardozzi che non la dà più. Il sindaco Eligio Rubeis ha chiesto a tutti di crescere. Se non ci sarà la maggioranza, non si approveranno i punti che indicano la crescita consapevole, regolata, di Guidonia, non ci sarà un goveno della città. Tutti a casa. Perché le responsabilità di governare la città, di dare un volto nuovo, attraverso strutture e infrastrutture che debbono essere di qualità, con un piano di edilizia residenziale pubblica, che con loro porterebbero anche un piano di risanamento e adeguamento della città, non possono aspettare. Non possono essere decise, imposte, dall’alto. Non possono essere l’occupazione di un nuovo grande centro di interessi che calando sulla città ponga le condizioni alla massima assemblea cittadina garantendosi il successo con le sue prebende. Questo è già successo a Guidonia nella sua storia remota. Questo non deve più accadere. In tal senso la richiesta solenne del sindaco Eligio Rubeis. Chi non sarà all’altezza di questo grande passaggio per la città meglio che resti a casa. Ma non come scelta occasionale, bensì come condizione obbligata. Guidonia ha bisogno di donne e di uomini col coraggio delle proprie scelte.