Nella sera di domenica 29 marzo prende fuoco il capannone della ex cooperativa

C’è da chiedere a chi giova. Il Comune aveva preso in possesso la struttura che, data la mancanza di un impianto elettrico funzionante e la condizione di fatiscenza, non era utilizzabile. La struttura era fradicia e l’assenza di elementi che possono causare l’incendio dovrebbero escludere l’autocombustione.

Il capannone giaceva lì da anni ed era stato utilizzato dalla ex cooperativa Parco Azzurro per tutte le pratiche amministrative interne al parco e per l’incontro con i soci.

Cui prodest?” La domanda che gli abitanti di Parco Azzurro continuano a farsi. La struttura aveva una grandezza di circa centocinquanta metri quadrati e non poteva essere oggetto di diverso utilizzo che per farne sede dedicata ad uso sociale dopo una sua ristrutturazione. Ora gli abitanti di Parco Azzurro dovranno aspettare ancora di più. L’essere la zona priva di ingombri e manufatti non accelera progetti di riqualificazione.