La giunta di via Cristoforo Colombo ha deciso il 13 agosto, ecco l’imboscata sulla mondezza

Era nell’aria. La puzza, potrebbe dirsi con una facile battuta. Era nell’aria la tirata sulla responsabilità della Città dell’Aria. Dalla discarica all’Inviolata Ecoitalia ’87 aveva da tempo dichiarato l’esaurimento anche dell’ultimo invaso. Ed è per questo motivo che con la mondezza alla gola Ecoitalia, il 6 giugno 2013, scrive alla Regione Lazio chiedendo il rinnovo dell’autorizzazione per realizzare un nuovo invaso di circa 500 mila metri cubi, utilizzato solo per smaltire i residui di lavorazione dell’impianto TMB. Una settimana prima, la Regione Lazio aveva approvato la variante che consente un ulteriore abbancamento di rifiuti sull’invaso attualmente in coltivazione. La grandezza che si prevede di accumulare, in questo caso, come capienza è di è di 27 mila metri cubi, mentre arriva a 25 mila tonnellate il gravame di mondezza che si può cumulare.
Il Primo agosto Ecoitalia ’87 ha presentato un progetto per altre volumetrie, dando per scontato che continuerà a smaltirei rifiuti urbani e i rifiuti non pericolosi sull’invaso che si sta coltivando per altri anni. Non vi sono cenni di innovazione nella politica di gestione sui rifiuti. In Regione Lazio non c’è tecnologia che tenga, non c’è riciclo, non c’è rifunzionalizzazione della materia. C’è solo accumulo di “tal quale”.

Quarantotto sono i Comuni che afferiscono alla discarica di Guidonia, Guidonia inclusa che in trentacinque anni non è riuscita ancora a incassare il credito nella “politica territoriale di area vasta” per quell’impegno di responsabilità che volle assumersi nei confronti della politica locale della Regione che sulle grandi questioni si è sempre manifestata assente.