Impegno nella società: per le persone, per ogni singolo, intervenendo in ogni condizione di difficoltà… Il programma che guarda ai quartieri ma ad ogni altra grande opportunità per la crescita complessiva della città. Recuperare il vero senso della cosa pubblica affinché diritti di ciascuno siano affermati. La lista della sinistra della città ha avuto tempo di elaborazione molto lungo. Ha lavorato in sordina al riparo dei clamori o delle candidature che nascevano e morivano. Il candidato sindaco è Filippo Silvi. Entrato in Consiglio comunale nel 1996 col sindaco Ezio Cerqua a sostegno della maggioranza, in opposizione con Stefano Sassano dal 2000 al 2005. Di nuovo consigliere di maggioranza con Filippo Lippiello fino al 2008 … È fuori giro per un po’ di tempo, il suo ritorno somiglia a quello della sinistra. Filippo Silvi non ha atteggiamenti leaderistici. Si confronta ed è disposto a cambiare idee se ne trova una migliore alla sua. Coi suoi, quelli della stella come simbolo, ha iniziato la lunga marcia per la città. IL primo giro per capire se la volontà di esserci è recepita dalla gente, quindi raccogliere idee. Ora che c’è candidatura e lista. In campagna elettorale non ci saranno cene, non ci saranno personalismi, solo manifestazioni con atti simbolici in ogni quartiere per sostenere idee di cambiamento.
“A Guidonia c’è molto da lavorare. Bisogna riportare condizioni di equità tra la gente e ripristinare il corretto approccio al rapporto col cittadino. Essere rispondenti alle necessità della città” – non si nasconde Filippo Silvi. Anche la difficoltà dell’impresa di questa campagna elettorale non è un tabù. Ma ritiene di avere un vantaggio assoluto sugli altri. “Gli altri candidati – spiega Silvi – sono il risultato della frammentazione, della crisi profonda, della lacerazione molto spesso determinata dagli arresti per malversazione verso la cosa pubblica. Noi ci presentiamo agli elettori in modo completamente opposto. Nasciamo da un’ispirazione ideale e da un metodo che ci ha sempre contraddistinto sugli altri. Ripristinare condizioni di pieno accesso alle attività, al lavoro, alla vita della città per ciascuno. Trasparenza negli atti. Rifiuto di ogni favoritismo. Non abbiamo amici di amici da premiare, non abbiamo cambiali da pagare per la campagna elettorale”…
Nessun timore per il fatto che il ruolo di antagonismo sociale possa scadere in deriva populista. “Credo che questa ondata sia arrivata al massimo ed ora inizia la sua fase discendente. Il nostro elettorato è ben lontano da tendenze di questo tipo, il nostro impegno invece guarda alla crescita di una nuova razionalità dove chiaramente la fase polemica, di ribellione all’esistente, si pone come necessario propellente. Questa spinta subito poi diventa però coscienza condivisa e ragionamento comune sulle cose giuste da fare”.
Inutile ogni discorso su alleanze possibili. “Impossibile un apparentamento col Pd al secondo turno anche perché in questa frammentazione non ci sono esiti scontati. Sarà proprio chi ha mancato nell’attività di opposizione ad essere penalizzato”. Silvi ha però un peccato da farsi perdonare: la sua precedente candidatura come indipendente nelle liste del Pd nel 2014. “Fortunatamente non fui eletto ma ammetto l’errore. Un errore utile, però. Con questa esperienza ho capito che nel Pd non c’è margine per la politica sociale, per dare protagonismo a chi lavora … Per la sinistra”.