Ancora chiusi. Le rilevazioni effettuate durante un giorno in cui le vasche erano piene di bambini

Il commissario prefettizio ha emesso l’ordinanza di chiusura oramai tre settimane fa. Risposte e obbiezioni arrivate dai gestori dei piccoli centri balneari non hanno fatto breccia. Eppure l’azienda sanitaria ha effettuato nuovi rilievi. Sono quattro le attività che rischiano di veder sfumare la stagione. L’argomentazione principale guarda alla modalità con cui sono stati effettuati i rilievi: in pieno giorno, con una vasca già piena, il 9 luglio, con il pieno di bambini a fare il bagno. Errore anche nel tipo di rilevazione: si guarda agli indici di potabilità dell’acqua e non ai parametri della balneazione. In risposta, sono state effettuate altre perizie che hanno rilevato come le acque siano consone ai criteri della balneazione.
In contrasto alla tesi assolutoria per i laghetti c’è la valutazione sulla presenza di arsenico, ma d’altra parte se non ci fosse arsenico queste acque non sarebbero acque termali.
Se il Tar dovesse prendere tutti i suoi tempi legittimi per valutare il ricorso, la stagione svanirebbe. Niente bagni consolatori, quindi, per molte persone di Tivoli e Guidonia che considerano quelle acque un appuntamento irrinunciabile, ma anche l’unico svago possibile. L’avvocato Vittorio Messa difende le motivazioni dei gestori dei laghetti.