Un autentico gioiello che versa purtroppo in uno stato di abbandono proprio a ridosso dell’abitato di Marco Simone. Si entra attraverso una fitta vegetazione in un misterioso antro rettangolare e subito appare una struttura che fa ipotizzare che la chiesa sia stata ricavata da un preesistente mitreo, com’è testimoniato dalla presenza dei podi laterali, degli affreschi sulla volta, del pozzo di luce in corrispondenza dell’altare e dalla straordinaria somiglianza alla ben più famosa chiesa della madonna del parto, sorta su un precedente mitreo, a Sutri. L’antico culto romano mitraico, le origini del quale risalgono addirittura all’epoca babilonese, considerava il Dio Mitra difensore del bene e protettore dell’Impero e lo venerava con particolari cerimonie sacrificali in templi sotterranei chiamati appunto mitrei. I cristiani, nel secondo e terzo secolo, cominciarono a distruggere questi luoghi di culto ‘rivali’, oppure a riconvertirli in chiese normali.
Degli affreschi medievali restano oggi solo le stelle rosse in campo bianco della volta in linea con la rappresentazione del Sol Invictus e poche tracce di uno dei tre medaglioni con le rappresentazioni dell’Angelo, del pastore e dell’agnello. Ancora intuibile la bellissima croce.