“Democrazia” e libertà, due parole facile da dirsi ma difficili da realizzare e difendere, quindi da non dissipare
Non tutti sanno che Guidonia Montecelio, ma per l’esattezza Montecelio, ha fatto scrivere un pezzo di Storia d’Italia. In un appartamento dell’antica Corniculum furono scritti gli articoli della prima parte del dettato costituzionale che sono proprio quelli valoriali, relativi ai pilastri etici sui quali si poggia il significato normativo, regolativo e orientativo della carta sulla quale si costruisce tutto il nostro ordinamento giuridico. Tra mito e storia raccontata, sicuramente un ottimo spunto per ricordare i capisaldi del nostro dettato costituzionale. L’iniziativa al liceo Majorana il 28 aprile con gli studenti, il sindaco Eligio Rubeis, il Consigliere Marco Bertucci. Ad illustrare e leggere alcune parti di Quando si faceva la Costituzione la professoressa Grazia Tuzi Portoghesi.
L’iniziativa si inscrive nel novero di iniziative sulla formazione. Il governo della città, nel settore della cultura, si è preoccupato di diffondere il senso della necessità delle leggi. “Ogni cittadino deve rispettarle che non voglia scadere nella barbarie” – ha detto Rubeis. A metà tra orgoglio cittadino, recupero di nozioni decisive per formare la vera coscienza democratica, il messaggio da impartire ai giovanissimi individua anche la fatica di costruire un sistema dove l’equilibrio tra i poteri sia garantito contro ogni sopraffazione. Il pericolo di questi anni non è il ritorno dell’autoritarsimo propriamente detto, ma della vittoria finale della demagogia impartita attraverso slogan assimilati nei grandi sistemi di comunicazioni. “Parole-guida eccessivamente semplificate non danno conto della complessità di cui è formata qualsiasi società democratica”. Ha ammonito sempre il sindaco.