E’ uno degli esponenti di punta di Fratelli d’Italia a Guidonia. Entra però nel vivo delle questioni stringenti che riguardano la città. In un comunicato entra sul tema della sicurezza come argomento centrale di questa campagna elettorale. “La sicurezza al centro di una nuova idea di città, ecco la nostra ricetta: non più terre di nessuno, ma terre nostre”. Partire dalla sicurezza e da questo concetto snodare il resto del programma della prossima amministrazione. È questo il progetto di Fratelli d’Italia Mario Pozzi. Il partito di Giorgia Meloni come il resto del centodestra sostiene Alfonso Masini nella sua corsa a sindaco. Ma nel declinare questa proposta evidenzia ogni criticità, quartiere per quartiere. “È una esigenza che nasce proprio dalle istanze dei cittadini che giornalmente stiamo incontrando. Piazza della Repubblica è un esempio, ma abbiamo anche altri esempi”.

Così per ciascun punto nevralgico della città presa dalla prospettiva di ciascun quartiere. “Penso a Setteville Nord e Marco Simone, da sempre alle prese con un’emergenza sicurezza, penso anche ad una sicurezza intesa in senso più esteso, come la viabilità di Via Roma, dove non sono bastate due vittime pochi anni fa per risolvere il problema dell’eccesso di velocità delle auto, in particolare di sera. Penso ancora a Villalba, e alla palestra di Piazza Martiri delle Foibe, ancora fuori uso nonostante le tante promesse, penso ad Albuccione e a tutte le sue problematiche”.

Con disciplina di schieramento Mario Pozzi fa riferimento alla proposta centrale del suo candidato sindaco. “Legalità e sicurezza passano attraverso presidi fissi e convenzioni con le altre associazioni, ma anche attraverso il prendersi cura dei luoghi della nostra città. Penso alle associazioni, ai comitati di quartiere, al lavoro di rete tra amministrazione e realtà territoriali. A Guidonia sono tante, lavorano nell’ombra e sono state dimenticate completamente da questa amministrazione. Con loro e grazie a loro, con Masini sindaco, riusciremo a dare un volto nuovo a questa città, e a far svanire per sempre il diffuso senso di insicurezza che ci ha accompagnato in questi anni. Non più terre di nessuno, ma terre nostre”.